Foto: Quirinale
Foto: STA/Boštjan Podlogar

Una giornata di festa di valenza storica, quella vissuta ieri a Capodistria. Se per il presidente Mattarella rimarrà - come ha detto - un momento indimenticabile che resterà indelebile nella sua memoria, lo sarà tanto di più per il collettivo delle scuole, per la componente italiana e per tutto il territorio. Apprezzata da tutti l’affabilità tra i due Capi di Stato che hanno così manifestato amicizia, complicità, stima e fiducia reciproca come se volessero proporsi da esempio e dimostrare che non ci sono alternative alla strada da loro indicata che è quella del dialogo, della comprensione e del superamento degli ostacoli che - come affermato dalla Pirc Musar - la storia ci aveva posto dinanzi. A dire il vero di storia e del doloroso passato ieri si è parlato poco. Quasi a voler confermare che quel percorso di riconciliazione avviato nell’estate del 2010 con il concerto triestino dei tre presidenti è giunto a conclusione ed è ora di guardare avanti, al futuro. Al futuro dei giovani che devono essere orgogliosi e fieri di crescere in una società multiculturale e plurietnica che rappresenta ricchezza per tutti, e che devono farsi protagonisti del legame tra Slovenia ed Italia.

Foto: STA/Boštjan Podlogar

Giovani che ieri, sia a scuola che per le vie, assieme ad un grande numero di cittadini hanno manifestato vicinanza e simpatia per le massime cariche dei due Stati. Al futuro della collettività slovena ed italiana che, assieme alle rispettive minoranze e assieme agli esuli, ha salutato i due presidenti pronta a seguire i valori della convivenza, della pace e dell’inclusione. Naturalmente sussistono dei problemi - nessuno lo nega - che vanno risolti, ma il solo fatto che la Pirc Musar abbia ricordato che le sue porte per quella che ha definito l’anima bella della Slovenia siano aperte, fa ben sperare. Per la Comunità nazionale italiana, che spesso lamenta la mancanza di espressioni di vicinanza, le parole dei due Capi di Stato sono state una boccata d’ossigeno, uno stimolo a perseverare nella salvaguardia del proprio patrimonio identitario, linguistico e culturale. Sentirsi definire elemento di collegamento protagonista ed importante nelle relazioni interstatali ed esempio da considerare anche a livello europeo ed internazionale non può che rafforzare una sana dose di autostima ma anche, e soprattutto, la consapevolezza che solo uniti da obiettivi comuni si riuscirà ad avere il ruolo che ci è stato assegnato e che ci spetta.

L.P.A.