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Poiché la consultazione regolare del 18 maggio scorso non ha garantito la rappresentatività stabilita da leggi e Statuti, pure in Istria la CNI ed altre etnie sono richiamate al voto. Gli italiani iscritti negli elenchi elettorali particolari devono eleggere un rappresentante nell’Assemblea regionale ed un rappresentante nei Consigli comunali di Verteneglio e Visignano, ma in quest’ultima località purtroppo non c’è nessun candidato. Invece, candidato unico per la “regione” è Paolo Demarin che quindi sarà il quarto esponente della CNI nell’Assemblea di Pisino. Gli altri tre, ricordiamo, sono scaturiti dalle liste partitiche o civiche in corsa nella tornata primaverile. La candidatura di Demarin, che ha dovuto presentare una lista di quattro nomi e che è composta ancora da Matteo Tromba, Tamara Tomasich e Floriana Bassanese Radin, sembra aver avuto grande consenso tra la componente italiana che valuta positivamente l’entrata del presidente dell’Assemblea dell’Unione Italiana nei banchi di quella regionale. Predomina l’opinione che, scevro da imposizioni partitiche e politiche, egli potrà operare senza condizionamenti per il bene della minoranza. Parere che sicuramente hanno condiviso pure gli italiani di Fiume che al seggio a loro riservato nel Consiglio cittadino candidano il presidente della locale Comunità degli italiani, Enea Dessardo che è supportato da Laura Marchig, Leonardo Bressan e Melita Sciucca. Ritornando all’Istria e alle due municipalità interessate dal voto, come rilevato, non è stata espressa alcuna candidatura a Visignano dove la componente italiana perde occasione di vedersi rappresentata a livello locale mentre a contendersi un seggio del Consiglio comunale di Verteneglio ci sono Alessandro Drušković e Lorena Lubiana Bellè.

A livello nazionale, al voto di domenica dovranno essere eletti un’ottantina di consiglieri, nella stragrande maggioranza dei casi di etnia serba (51) e rom (19). La consultazione interesserà pure elettori di nazionalità croata chiamati a scegliere complessivamente sette consiglieri in sei comuni dove i croati sono minoranza.