Grande soddisfazione a Fiume per l'iscrizione del dialetto fiumano nell'elenco dei beni culturali immateriali della Croazia. L'idioma del capoluogo quarnerino diventa così una delle 35 parlate protette a livello nazionale, affiancandosi all'istroveneto e all'istrioto.

Dopo l'istroveneto e l'istrioto, iscritti rispettivamente nel 2021 e nel 2023, la Croazia riconosce ora anche il fiumano come patrimonio da tutelare. Una decisione che - come rilevato in un comunicato della Comunità degli Italiani di Fiume - sottolinea l'importanza della conservazione e della promozione del dialetto quale parte imprescindibile dell'identità culturale e linguistica del territorio.
Enea Dessardo, Presidente del sodalizio fiumano, non nasconde la propria soddisfazione: "Si tratta di un traguardo importantissimo, raggiunto grazie alla visione e all'impegno della nostra ex Presidente Melita Sciucca. Si è data da fare per mettere insieme diverse iniziative - dalla carta stampata al lavoro con i ragazzi nelle scuole, dalle ricerche accademiche al Festival delle canzonette fiumane - per dimostrare al Ministero della Cultura che il fiumano è ancora presente, vivo e in continua evoluzione, e che quindi merita di essere protetto".
Un riconoscimento che darà slancio e visibilità alla componente italiana di Fiume. "Sarà uno stimolo per le attività che organizziamo; vedremo poi in quali modi concretizzare ulteriori iniziative", rileva Dessardo. Commentando come la notizia si stia diffondendo nel mondo degli esuli e della diaspora, aggiunge: "C'è tanto entusiasmo e tanta felicità; ora dobbiamo cavalcare quest'onda".
Soddisfazione espressa anche da Laura Marchig, scrittrice, giornalista e intellettuale fiumana. "Lo dico in fiuman: era una roba che aspettavimo da tanto tempo e penso che i fiumani se lo meritava", afferma, sostenendo che questo è il momento di festeggiare, ma anche di valorizzare con orgoglio una parlata che rappresenta la fiumanità. "È un riconoscimento importante - conclude - che convalida il nostro idioma dal punto di vista culturale, identitario e amministrativo, riconoscendo simbolicamente il ruolo della Comunità Nazionale Italiana".
Lionella Pausin Acquavita