Foto: La vita è bella

Una storia che, a distanza di anni, continua a interrogare, emozionare e far riflettere. La vita è bella, ambientato tra la fine degli anni Trenta e il 1945, racconta la storia di Guido, un ebreo italiano deportato in un campo di concentramento assieme alla sua famiglia, che cerca di proteggere il figlio dagli orrori della Shoah trasformando la realtà in un gioco. Uscito nel 1997, il film di Roberto Benigni ha ottenuto numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui tre Premi Oscar, ed è oggi considerato un’opera di riferimento nel racconto cinematografico dell’Olocausto, grazie a un linguaggio capace di parlare anche alle giovani generazioni.

Foto: Radio Capodistria

La proiezione del film è stata organizzata dal Consolato Generale d’Italia a Capodistria, in collaborazione con l’Università Popolare di Trieste e l’Unità organizzativa di Capodistria dell’Istituto dell’Educazione della Repubblica di Slovenia, proprio in occasione del 27 gennaio, Giorno della Memoria, con l’obiettivo di offrire agli studenti un momento di riflessione condivisa e di approfondimento storico. Nel corso dell’iniziativa è intervenuta la Console Simona Ciuffoni, che ha sottolineato l’importanza di coinvolgere le scuole e le giovani generazioni nei percorsi di educazione alla memoria. “L’attenzione del Consolato è rivolta ai ragazzi perché sono il nostro futuro. Per cui ci tengo molto alla partecipazione delle scuole e a programmare iniziative che vedano coinvolte le scuole e i ragazzi. “La vita è bella” è un film classico, compie trent'anni, però è sempre un film attuale che forse fa capire bene l'importanza di non rimanere in silenzio di fronte a degli orrori, e si sviluppa e racconta, attraverso una storia d'amore sia nei confronti di una donna e poi soprattutto nei confronti del figlio, di un bambino, che il padre vuole proteggere dal mondo circostante.”
Al termine della proiezione, alcune studentesse del Ginnasio Antonio Sema di Pirano hanno condiviso le loro impressioni, esprimendo emozione e partecipazione: “Il film mi è piaciuto tantissimo. Mi è piaciuto anche il punto di vista diverso dagli altri film che ho già guardato che parlano della Seconda Guerra Mondiale. Mi è piaciuto all'inizio come ci hanno mostrato la vita dei personaggi per farci capire meglio cos'hanno passato effettivamente queste persone. Questo film mi ha, come sempre, fatto sentire tante, tante emozioni e penso che sia molto importante mostrare questi film a ragazzi come noi, per farci capire meglio le emozioni e le situazioni che hanno dovuto passare le persone, per cercare di evitarle per il futuro.”

B.Z.