Foto: Radio Capodistria

Per Marin Corva, il 2025 è stato un anno decisamente positivo, sia dal punto di vista finanziario che operativo. "Abbiamo toccato, per la prima volta, quasi 12 milioni di euro di contributi, il che significa che abbiamo lavorato molto, realizzato tanti progetti e collaborato con tantissime istituzioni", spiega il presidente della Giunta esecutiva e ricordando le numerose sfide affrontate, aggiunge: "Oggi è diventato molto difficile fare investimenti, specialmente quelli, diciamo, 'capitali', dove l'iter è sempre più complesso e non ci sono molte aziende interessate ai lavori; ne siamo stati testimoni un po' dappertutto, sia con il cantiere per l'asilo di Fiume, per quello di Sissano, sia con la scuola di Cittanova". Nonostante questi problemi di natura tecnica, come rileva Corva, tutte le iniziative previste sono state avviate, diverse di queste, accanto all'avvio di nuove, si realizzeranno nel 2026. "Posso anticipare che in primavera inaugureremo l'asilo di Fiume, entro giugno quello di Sissano. A breve dovrebbero concludersi i lavori dell'elementare cittanovese, ai quali seguirà il collaudo. Sono convinto che avvieremo la costruzione della nuova sede per la Comunità degli Italiani di Levade e chiuderemo il progetto per la CI di Salvore, che si sta dilungando da più di un decennio. Abbiamo ancora da inaugurare la sede, restaurata e già operativa, del sodalizio di Castelvenere. Diciamo quindi che diversi progetti proseguiranno pure nel 2026", rileva il presidente dell'esecutivo minoritario che sullo status dell'Unione Italiana di Capodistria, che si sperava di risolvere nell'anno in corso invece sostiene: "Si tratta di una questione complessa, anzi oserei dire che quando l'abbiamo presa in mano non ci siamo subito resi conto di quanto fosse complessa e di quanto anche fossero diverse le posizioni all'interno del gruppo di lavoro chiamato a trovare una soluzione alla vicenda. Adesso abbiamo in discussione una bozza di documento che presenta ancora delle criticità. È chiaro però che dobbiamo trovare un compromesso che ci porti almeno a chiudere l'aspetto formale, poiché è urgentissimo risolvere quanto ci ha indicato l'Unità amministrativa capodistriana e mettere - oserei dire - in sicurezza l'UI di Capodistria. Tutto il resto potrà essere oggetto di discussioni future che faremo a partire da gennaio". Una discussione che dovrà portare a risultati concreti entro l'estate prossima, quando si dovrebbero svolgere le elezioni per il rinnovo delle strutture dell'Unione Italiana. In questo contesto, Corva conferma che rimane tutta da capire la parte riguardante l'elezione dei consiglieri e svela: "C'è da una parte la tendenza a continuare con il nostro metodo tradizionale che coinvolge le Comunità degli Italiani, ma c'è nell'aria pure questa idea di andare - per quanto riguarda la CNI in Slovenia - a sostituire le CI con l'UI di Capodistria. Io non sono sostenitore di questa idea perché, essendo stato anche presidente dell'esecutivo della Comunità di Fiume, vedo nella centralità dei sodalizi uno dei punti di forza, dei valori fondanti della CNI". Nel fare gli auguri ai connazionali, Marin Corva auspica un 2026 in buona salute e dice: "Penso che sia la cosa essenziale; sembra scontata, ma non è così, ed è questo quello che effettivamente mi sento di augurare ai nostri connazionali: che siano in buona salute e che si realizzino i loro sogni, sperando naturalmente nel loro contributo all'arricchimento della nostra comunità"

(lpa)