
Stando ai dati forniti dal coordinamento dei grossisti di forniture mediche, operante all’interno dall’organizzazione datoriale nazionale, il debito degli ospedali croati ha superato i 730 milioni di euro a fine luglio. Una cifra senza precedenti alla quale vanno aggiunti altri 70 milioni dei conti non pagati ad agosto. “Una situazione insostenibile”, dicono i fornitori che si vedono chiudere nuove linee di credito e che in mancanza di fondi aggiuntivi non riescono a procurarsi nuovi medicinali. Il tutto metterebbe a rischio l’approvvigionamento ospedaliero in quanto sono proprio i nosocomi a non rispettare gli obblighi di pagamento con ritardi che in media si aggirano sui 300 giorni mentre alcuni hanno conti non saldati da oltre un anno e mezzo. I grossisti richiedono un immediato intervento del Ministero della salute che dovrebbe assicurare almeno 500 milioni di euro per evitare ulteriori accumuli di debito e rispettare i termini di pagamento previsti dalla legge. I fornitori puntano il dito sulle nuove modalità di finanziamento del settore sanitario introdotte recentemente. Inoltre - dicono - molti ospedali utilizzerebbero più fondi per le paghe, perciò, rimarrebbero con cifre minime per la copertura di altre spese, comprese quelle per i farmaci. Intanto il competente ministero rassicura i pazienti e dice che non ci sono motivi di preoccupazione. “Intraprenderemo le misure necessarie per garantire una fornitura sicura e costante”, dice e informa dei costanti contatti con i grossisti volti a concordare un modello di pagamento sostenibile che eviti il sovraindebitamento e assicuri fornitura ininterrotta a tutti gli enti sanitari. (lpa)