
"Ricordiamo che né nella Costituzione né nelle leggi esiste un legame tra l'elezione del presidente della Corte suprema e quella dei giudici della Corte costituzionale; quest'ultima, infatti, non fa parte del potere giudiziario”, sostiene l’Associazione dei giudici croati. L'organizzazione rileva che non vi è alcun motivo per collegare le due nomine, ritardando così l’elezione del presidente della Corte suprema. L’associazione di categoria critica la posizione dell’HDZ e avverte che le ultime dichiarazioni del partito di maggioranza danno l’impressione di un’indebita influenza della politica sul potere giudiziario. Si tratta di una presa di posizione dura e precisa contro l’intenzione – annunciata pochi giorni fa dal premier Plenković – di far eleggere "in pacchetto" i giudici delle due Corti. “Non ci può essere l’una senza l’altra”, aveva dichiarato il premier spiegando che, per quanto riguarda i tre giudici costituzionali da eleggere entro metà aprile, due saranno proposti dalla maggioranza e uno dall’opposizione. Nella diatriba tra l’opposizione di centrosinistra — che definisce l'iniziativa un ricatto e un duro attacco alle basi della democrazia — e l’HDZ, che parla di ostruzionismo, si è inserito in queste ore anche il Capo dello Stato Zoran Milanović. Quest'ultimo ha ribadito che la sua candidata alla presidenza della Corte suprema è Mirta Matić. “Io non faccio pacchetti; sono responsabile per questa candidatura e spetta all’HDZ e a Plenković decidere se accettarla o meno”, ha dichiarato il Presidente croato. Milanović ha poi aggiunto che questo temporeggiamento, che lascia vacante la guida della Corte suprema dallo scorso marzo nel tentativo di discreditare una figura seria e apartitica, non giova alla democrazia.
L.P.A.