
Non si arresta lo scontro che coinvolge, per l'ennesima volta, il Presidente e il Premier croato. In seguito alle repliche di Andrej Plenković e del ministro delegato francese per l'Europa, Benjamin Haddad - in visita a Zagabria lunedì - Milanović ha rincarato la dose. Secondo il Capo dello Stato, la Francia avrebbe agito per il proprio tornaconto, mentre il governo croato avrebbe trascurato la sicurezza nazionale.
Il confronto è iniziato lo scorso fine settimana quando Milanović, commentando l'acquisto dei Rafale da parte di Belgrado, ha definito "scorretto" il comportamento di Parigi per aver concordato con la Serbia la vendita di un modello più avanzato. Immediata la reazione di Haddad, il quale ha dichiarato alla stampa croata che "Francia, Croazia, Unione Europea e NATO condividono l'interesse strategico affinché i Balcani, e in particolare la Serbia, si allontanino gradualmente dall'influenza russa per rafforzare i legami con l'Occidente".
Il premier Plenković, confermando che i 12 caccia acquistati da Zagabria non sono nuovi, ha precisato che l'operazione è avvenuta tramite un regolare bando internazionale. Ha inoltre sottolineato che i velivoli dispongono di equipaggiamento NATO e sono costati un terzo rispetto a quelli serbi. Spiegazioni che, tuttavia, Milanović ha respinto: in un nuovo comunicato, il Presidente sostiene che le iniziative per attirare la Serbia verso l'Occidente non debbano andare a scapito della Croazia.
"A neanche un anno dalla consegna dobbiamo già aggiornarne l'equipaggiamento", ha incalzato Milanović, concludendo con un duro attacco: "Se il governo non era a conoscenza dei futuri piani francesi, ha agito in modo dilettantesco; se invece ne era al corrente, Plenković si è dimostrato servile, danneggiando la sicurezza nazionale".
lpa