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"Va adottato un approccio che includa riforme legislative, cambiamenti culturali e sociali e il rafforzamento dei percorsi di supporto", ha detto il difensore civico per l'uguaglianza di genere Višnja Ljubičić che ha espresso preoccupazione per il continuo aumento dei casi di femminicidio. "Il clima sociale -dove prevalgono forza, aggressività, competitività anziché dialogo e solidarietà- favorisce e incoraggia la violenza", ha affermato l'ombudsman evidenziando le carenze nel campo dell'educazione dei giovani e la mancanza di strutture professionali all' interno di polizia e magistratura. "Il sistema non è in grado di reagire tempestivamente ad una delle forme di omicidio più prevedibili che ha schemi e fattori scattanti chiaramente riconoscibili", ha dichiarato la Ljubičić secondo la quale anche alla luce della Convenzione di Istanbul il legislatore dovrebbe essere impegnato costantemente a modificare il quadro normativo atto a prevenire la violenza ed inasprire le sanzioni; cosa che avviene solo in seguito a casi gravi che scuotono l'opinione pubblica."Ci si concentra sulle conseguenze e non sulla prevenzione", ha ammonito il difensore civico che nel suo rapporto propone interventi tempestivi: istruzione e formazione, nonché l'istituzione di un supporto psicosociale di qualità preventivo per le famiglie ovvero prima che i modelli di violenza si aggravino. La Ljubičić ha messo in guardia pure dall' inefficiente risposta del sistema alle devastanti conseguenze della violenza sessuale. In questo contesto- ha detto- particolarmente preoccupanti sono i numerosi casi non denunciati o rimasti irrisolti poiché le vittime, spesso, sono esposte a pregiudizi e stigmatizzazione. "Pene clementi, procedure lunghe minano la fiducia delle vittime nel sistema, perciò, sono necessari cambiamenti urgenti e radicali", ha ripetuto la Ljubičić ricordando che ai non risolti problemi se ne aggiungono nuovi ovvero quelli legati alla violenza digitale.

(lpa)