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A scendere in campo lo stesso ministro degli Interni, Davorin Božinović, che, bontà sua, ha
elogiato la professionalità dei mezzi d’informazione nel trattare il caso. Non lo ha detto
esplicitamente, ma ha fatto capire come la stampa, quella seria, sul fatto della presunta
aggressione si sia limitata a riferire le informazioni della polizia. Informazioni arrivare dopo
cinque giornate nelle quali, su alcuni media e soprattutto sulle reti sociali, si è fatto a gara per
stabilire la nazionalità dell’immigrato colpevole del ferimento. Questo Božinović l’ha
sottaciuto intento a lodare il lavoro delle forze dell’ordine che ha definito trasparente e
obbiettivo e che, a suo dire, in casi delicati come questo vista la persona coinvolta, deve
essere corredato da un’indagine accurata e informazioni verificate. In questi cinque giorni, gli
inquirenti avrebbero accertato l’infondatezza della denuncia della suora e smentito
l’aggressione per parte di un uomo sconosciuto per le strade di Zagabria. La trentacinquenne che è stata dimessa dall’ospedale si sarebbe, e qui le cause sono ancora sconosciute, ferita da sola con un coltello acquistato poco prima in un negozio nel centro della capitale. Amata e stimata dagli alunni ai quali insegna catechismo in alcune scuole zagabresi, per la suora è stato predisposto il trasferimento in una struttura adeguata mentre su alcuna stampa e soprattutto sui social è stata temporaneamente sospesa la caccia al colpevole. Naturalmente un immigrato e naturalmente fino al prossimo caso di cronaca.