Festa culturale slovena a Capodistria anche con un omaggio a Santorio Santorio, "ovunque lodato, ovunque celebrato" già in vita, lieto ogni tanto - raccontano i suoi biografi - di recarsi nella sua Capodistria, che lo accoglieva a braccia aperte e con tutti gli onori. Tanti in città i luoghi che ci parlano del celebre medico, uno dei padri della medicina moderna fondata sulla misura, inventore di strumenti come il termometro o il pulsilogio che la pratica clinica non avrebbe più abbandonato, nato a Capodistria nel 1561 e morto a Venezia nel 1636. Bella, allora, l'idea della Biblioteca centrale di proporre un itinerario tematico ad apertura delle celebrazioni per i 400 anni dal "Commento" di Santorio al "Canone" di Avicenna, opera fondativa, insieme al fortunatissimo trattato "De statica medicina", della moderna scienza medica. Partendo da Palazzo Brutti, sede della biblioteca, il percorso guidato da Peter Štoka e Tedej Šušelj ha toccato la cattedrale, che reca sulla facciata una lapide seicentesca dedicata a Santorio, e il vicino palazzo dell'Armeria, che in una nicchia ne conserva un busto del 1924, per raggiungere quindi via Santorio e da qui l'antico convento dei Serviti, per secoli luogo della cura e dell'assistenza: Capodistria non è solo la città che ha dato i natali a Santorio ma anche - è lecito supporre - quella che ne ha plasmato una particolare sensibilità. Tappa finale dell'itinerario il Museo regionale, dove si conserva lo stemma gentilizio della famiglia Santorio.

Foto: Radio Capodistria

La passeggiata - che è stata seguita da un pubblico particolarmente numeroso - è stata inoltre l'occasione per il lancio di un volumetto, disponibile anche in edizione italiana, dedicato a Santorio e Capodistria. All'interno c'è una "walking map", utile per quanti volessero ripetere in autonomia l'interessante esperienza, e magari integrarla con alcune altre "stazioni" come la Comunità degli italiani, che gli è intitolata, il Ginnasio Carli (che gli ha dedicato l'aula di biologia) o ancora il Centro di ricerche scientifiche ZRS, con la Sala Santorio e una borsa di ricerca denominata Santorio Residential Fellowship, tutti luoghi in cui la memoria di questo illustre capodistriano si manifesta nella sua forma più viva e attuale. Anche di queste tappe si dà puntualmente conto nella pubblicazione firmata da Peter Štoka e Tedej Šušelj.

Foto: Radio Capodistria