Dialetti in declino in Italia: sono sempre meno le persone che li parlano, anche in famiglia. Secondo l'ultimo rapporto dell'Istat, riferito al 2024, in quarant'anni il ricorso esclusivo o prevalente al dialetto tra le mura di casa si è ridotto di oltre due terzi: oggi lo fa un italiano su dieci (il 9,6% della popolazione di sei anni e più). Cresce in parallelo l'uso della lingua standard: con parenti e amici quasi una persona su due (il 48,4%) parla solo o prevalentemente italiano. Quota che aumenta nella comunicazione con gli estranei (82%). Ma la situazione varia da regione a regione: l'italiano è più parlato nel Centro (con la Toscana in testa) e nel Nord-ovest (dove svetta la Liguria), mentre il ricorso al dialetto, specie in famiglia, rimane una caratteristica del Sud (fatta eccezione per Sardegna e Abruzzo). Nel Nord Est è rilevante l'uso del dialetto nella provincia di Trento e in Veneto, e significativo anche in Friuli Venezia Giulia, dove circa quattro persone su dieci, in famiglia, parlano dialetto in forma esclusiva o alternata all'italiano.

In generale, il dialetto è patrimonio delle generazioni più anziane, mentre i più giovani parlano quasi solo italiano. Inoltre le donne tendono a esprimersi più frequentemente in italiano degli uomini. Le scelte linguistiche sono poi fortemente associate al livello di istruzione: più questo è alto, meno è diffuso l'uso prevalente del dialetto.

Una persona su dieci, in Italia, è di lingua madre diversa dall'italiano: le più diffuse sono il rumeno, l'arabo, l'albanese e lo spagnolo. I madrelingua stranieri hanno abitudini diverse dalla restante popolazione; in famiglia molto spesso non è utilizzato l'italiano e accade che non lo sia nemmeno con gli estranei. Ciò che rappresenta secondo l'Istat un ostacolo alla piena integrazione delle persone migranti.

Minoranze linguistiche: oltre tre milioni 700 mila persone conoscono almeno una lingua tutelata per legge. In Friuli Venezia Giulia il 44, 8% conosce il friulano e il 7,6% lo sloveno o il croato.

Infine, le lingue straniere. Sette persone su dieci affermano di conoscerne almeno una, un dato in aumento: al primo posto l'inglese, seguito da francese, spagnolo e tedesco. Con livelli di conoscenza però ancora piuttosto bassi: oltre la metà della popolazione dichiara un livello di conoscenza scarso o al massimo sufficiente della lingua straniera che padroneggia meglio.