"A differenza di quel che si può pensare, l'opera non è un simulacro del passato, non è desueta; con un innesto giusto di tecnologia può vivere anche oggi e avvicinare i giovani al teatro". Esordisce così, a Casa Tartini, il compositore e direttore d'orchestra Francesco Colasanto, che dopo la trasposizione in musica di "Malombra", la sua opera tratta dal romanzo di Antonio Fogazzaro, ha scelto di portare a Pirano un'altra novità assoluta, "Leo & Anima", opera lirica in un atto di cui firma sia le musiche che il libretto. Un'opera, racconta il maestro salernitano, pensata come specchio dei tempi: al centro della vicenda il conflitto tra l'efficienza del sistema e la fragilità dell'essere umano, e un mondo futuribile e distopico in cui le emozioni sono state bandite, non c'è più dolore ma neppure gioia. "Quindi, mi sento di dire, un'opera molto attuale", aggiunge al nostro microfono, "perché va in contrapposizione ai poteri che si propongono oggi nel mondo, pensiamo a Silicon Valley o ai grandi potentati economici e digitali, di sistema, che in qualche modo si sentono in diritto di dominare il mondo".
Tenere a battesimo "Leo & Anima", dando seguito alla collaborazione avviata con Francesco Colasanto nel 2023, rappresenta insieme una sfida e un privilegio per la CAN di Pirano, argomenta il segretario Andrea Bartole. "Questa rappresentazione - ci dice - rientra perfettamente nel programma cullturale e nelle attività che portiamo avanti, e soprattutto possiamo proporre qualcosa di nuovo in un teatro che si merita anche l'opera lirica".
Con l'Orchestra Doria e un cast di cantanti dalla carriera internazionale (il baritono croato Berislav Jerković, già applaudito in "Malombra" fra questi, nel ruolo di Leo), per la regia di Vittoria Licostini, la prima dell'opera - domenica al Teatro Tartini di Pirano - vede unche un apporto dall'Istria, con i costumi di Scilla Gortan e la partecipazione del pianista Andrea Furlan, direttore del coro e maestro concertatore. "È un enorme piacere collaborare a un progetto del genere", commenta, "soprattutto perché si tratta di una prima assoluta. E poi sono anche contento di vedere che ci sia la volontà di tenere viva la cultura dell'andare a teatro, che si va perdendo".
