
Eurostat, nella sua stima flash di fine mese afferma che l'inflazione nell'Eurozona è scesa al 2,1 percento. A settembre era stata pari al 2,2 percento. Guardando alle principali componenti, i servizi segnano l'aumento più marcato, con un tasso annuo del 3,4 percento, contro il 3,2 di settembre, seguiti da alimentari, alcol e tabacco, dai beni industriali non energetici e dall'energia, che resta in calo. Tra i paesi dell'Eurozona, i tassi d'inflazione più alti si registrano in Estonia, 4,5 percento, Lettonia, 4,2 percento, Croazia e Austria, 4 percento. I più bassi, invece a Cipro, 0,3 percento, poi Francia e Finlandia. Nella stima sull'Italia, l'inflazione annua risulta in calo all'1,3 percento, rispetto all'1,8 di settembre. Eurostat utilizza l'indice armonizzato dei prezzi al consumo; i dati sono in linea con le aspettative della Banca Centrale Europea, che giovedì ha mantenuto il suo tasso principale stabile al 2 percento, per il terzo mese consecutivo. I responsabili politici hanno indicato che le prospettive di inflazione rimangono sostanzialmente invariate, con una crescita dei prezzi intorno all'obiettivo del 2 percento e probabilmente destinata a rimanere vicina a questo livello nei prossimi anni. L'inflazione in Slovenia invece ha registrato un'accelerazione nel mese di ottobre, con i prezzi al consumo aumentati del 3,1 percento rispetto allo stesso mese del 2024. I dati definitivi sull'inflazione complessiva ad ottobre nell'Eurozona sono attesi per metà novembre.
Delio Dessardo