
I dati del 2024 mostrano un incremento significativo legato soprattutto all’aumento degli acquisti di equipaggiamenti e agli investimenti in ricerca e sviluppo. Per la prima volta, gli investimenti nella difesa hanno superato i 100 miliardi di euro, pari al 31% della spesa complessiva: la quota più elevata mai registrata dall’Agenzia europea per la Difesa. Per il 2025 le previsioni indicano un’ulteriore crescita, con quasi 130 miliardi di euro destinati a nuovi investimenti e circa 17 miliardi riservati alla ricerca e sviluppo, in aumento di 4 miliardi rispetto all’anno precedente. Per il capo dell’EDA e Alto rappresentante per la politica estera dell'Ue, Kaja Kallas, l’Europa si trova in una fase di investimenti record finalizzati a garantire la sicurezza dei cittadini. Le risorse saranno distribuite su tutti i settori, dalla ricerca scientifica all’approvvigionamento fino alla produzione congiunta di componenti essenziali per la difesa. Le istituzioni europee sottolineano come la difesa non sia più considerata un’opzione, ma un elemento imprescindibile per la protezione della popolazione, al punto da definire questa fase come l’avvio di una vera e propria “era della difesa europea”. Il rapporto evidenzia inoltre che per raggiungere il nuovo obiettivo della NATO, pari al 3,5% del PIL, sarebbero necessari oltre 630 miliardi di euro l’anno. Ciò richiederà non solo un incremento delle risorse, ma anche una cooperazione più stretta tra gli Stati membri, lo sfruttamento delle economie di scala e una maggiore interoperabilità delle forze armate. Nonostante l’aumento significativo, la spesa europea rimane ancora inferiore a quella degli Stati Uniti e di altre grandi potenze militari. Per questo motivo l’EDA ribadisce l’importanza di mantenere nel tempo un livello sostenuto di investimenti e di rafforzare la collaborazione interna all’Unione, con l’obiettivo di garantire efficienza, capacità operative comuni e maggiore autonomia strategica
M.N.