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"L'obiettivo del rafforzamento della presenza militare in Groenlandia, a cui fa riferimento il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, è proprio quello di rafforzare la sicurezza nella regione artica". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri danese, Lars Lokke Rasmussen, sorpreso dalle minacce di Trump, di imporre dazi doganali per Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Paesi Bassi e Finlandia, ovvero per i paesi che per primi hanno mandato le proprie forze in Groenlandia. Il ministro ha aggiunto di essere in stretto contatto con la Commissione europea e altri partner e nei prossimi giorni Rasmussen visiterà i colleghi europei per discutere della sicurezza nell'Artico. Oggi si recherà a Oslo, per poi proseguire a Londra e Stoccolma.
Anche Berlino e Parigi stanno pianificando consultazioni con i partner europei. Il leader dell'Eliseo, Emmanuel Macron, ha definito le minacce di Trump inaccettabili e annunciato una risposta europea unitaria e coordinata nel caso in cui i dazi fossero confermati. "Faremo in modo che la sovranità europea sia preservata", ha scritto Macron sul social X.
I presidenti della Commissione e del Consiglio Ue, Ursula von der Leyen e Antonio Costa, hanno dichiarato che i dazi annunciati avrebbero compromesso le relazioni transatlantiche. "L'Europa rimarrà unita, coordinata e impegnata a preservare la propria sovranità", hanno detto in una dichiarazione congiunta. "Il dialogo rimane cruciale", hanno aggiunto von der Leyen e Costa, chiedendo la prosecuzione dei colloqui tra Danimarca e Stati Uniti.
A criticare la mossa di Trump pure il premier britannico, Keir Starmer. Secondo le sue parole, imporre dazi sulle importazioni dai paesi alleati che lottano per la sicurezza collettiva della Nato sarebbe "completamente sbagliato. Affronteremo la questione nei colloqui diretti con l'amministrazione statunitense", ha affermato Starmer.
Intanto Cipro, che detiene la presidenza di turno semestrale dell'Ue, ha convocato per questo pomeriggio una riunione di emergenza degli ambasciatori dei 27 Paesi dell'Unione Europea.