Il Commissario europeo alle Pari Opportunità Hadja Lahbib, nel corso del dibattito avvenuto all'Europarlamento su iniziativa dei cittadini europei La Mia Voce La Mia Scelta, ha dichiarato che prevenire gli aborti a rischio è una questione di salute pubblica. La coordinatrice dell'iniziativa, Nika Kovač, ha chiesto unità e azione.

Il dibattito verteva sull'aborto sicuro e accessibile a tutte le donne nell'Unione Europea presso la Commissione Parlamentare per i Diritti della Donna e l'Uguaglianza di Genere, e Lahbib ha evidenziato che l'iniziativa lancia un messaggio importante, che questo problema dev'essere affrontato, precisando che l'unica domanda è come farlo e a quale livello. Lahbib ha ricordato che la Commissione non ha ancora adottato una posizione sull'iniziativa, ma che la sua risposta terrà conto dei limiti delle competenze europee in materia di salute. Ricordiamo che l'articolo 168 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea stabilisce che la fornitura di assistenza sanitaria, anche nel campo della salute sessuale e riproduttiva, è di competenza degli Stati membri. Lahbib ha indicato che la Commissione è ben consapevole che tale regolamentazione è strettamente legata alle decisioni etiche di ciascun Paese e che non intende interferire con le decisioni nazionali, in quanto l'obiettivo europeo è di sostenerle e di integrarle. Nika Kovač, Direttore dell'Istituto 8 Marzo, presentando l'iniziativa da lei coordinata, ha chiarito che i promotori sono consapevoli del fatto che l'Unione Europea non può interferire con la legislazione nazionale ma che, tuttavia, deve proteggere i propri cittadini quando la legislazione nazionale li mette a rischio. Quindi, ha detto Kovač, si invita l'Unione Europea a istituire un meccanismo finanziario che consenta alle donne provenienti dalle zone in cui non è possibile abortire con sicurezza di recarsi in luoghi in cui l'aborto è accessibile e sicuro. Dopo il dibattito con i membri delle Commissioni competenti e di altre Commissioni dell'Europarlamento, i deputati discuteranno nuovamente l'iniziativa in una sessione plenaria a metà dicembre a Strasburgo. Probabilmente in quell'occasione si pronunceranno anche su una risoluzione sull'iniziativa. La Commissione avrà tempo fino all'inizio del marzo prossimo per rispondere.
Franco de Stefani