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Nei Paesi Bassi si tengono oggi le elezioni parlamentari anticipate, convocate dopo la caduta della coalizione di governo provocata dal ritiro del Partito per la Libertà di Geert Wilders lo scorso giugno. I sondaggi indicano il populista di estrema destra come favorito, con circa il 20% dei consensi, seguito dall'alleanza verde-liberale GroenLinks/PvdA di Frans Timmermans e dai Cristiano-Democratici guidati da Henri Bontenbal. A causa della frammentazione del sistema politico olandese, con 27 partiti in lizza per 150 seggi, si prevedono complessi negoziati per la formazione del nuovo governo.

Le elezioni anticipate sono il frutto di profonde divergenze sulle politiche migratorie, considerate da Geert Wilders e dai suoi sostenitori troppo permissive. Anche il quadro politico dei Paesi Bassi si presenta molto frammentato, anche a seguito di un sistema elettorale proporzionale con soglia di sbarramento inferiore all'1% dei voti, che favorisce la proliferazione di partiti in Parlamento e rende necessaria la formazione di coalizioni per governare. Sebbene i sondaggi indichino il leader populista in vantaggio con circa il 20% delle preferenze, la formazione di una coalizione appare decisamente incerta. Nel caso in cui non riuscisse a costituire un governo, sarà determinante capire chi, arrivando secondo, riceverà l'incarico di formare il nuovo esecutivo. Con circa il 16% dei voti ciascuno, sono in lizza l'alleanza verde-socialdemocratica GroenLinks/PvdA, guidata dall'ex commissario europeo Frans Timmermans, e i Cristiano-Democratici (CDA) di centrodestra, che hanno guadagnato terreno grazie al loro leader Henri Bontenbal, 42 anni, promotore di una politica improntata alla collaborazione e al "ritorno alla normalità".

I principali temi della campagna elettorale sono stati la crisi abitativa, l'immigrazione, la sanità e l'aumento del costo della vita, mentre la politica estera ha avuto un ruolo marginale. I partiti progressisti, tra cui D66 e l'alleanza Verdi-Socialdemocratici, sostengono un rafforzamento dell'integrazione europea in materia di difesa e un incremento dei fondi destinati alle Forze armate. I sondaggi indicano che l'immigrazione rappresenta la principale preoccupazione degli elettori, seguita dalla difficoltà di accesso alla casa. Di fronte a una carenza stimata in 400 mila alloggi e a un forte aumento dei prezzi immobiliari, il futuro governo dovrà affrontare con urgenza la crisi abitativa per garantire maggiore equità e coesione sociale.


Corrado Cimador