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Ieri, nonostante le cinque ore di confronto ad Abu Dhabi e l'impegno in tavoli tecnici, le posizioni di Russia e Ucraina sono rimaste distanti: Mosca ha chiesto che in cambio della pace Kiev ceda il Donbass, Kiev ha invece rivendicato una pace giusta e duratura. Il negoziatore ucraino, Rustem Umerov, ha definito il lavoro "sostanziale e produttivo, incentrato su misure concrete e soluzioni pratiche".
Per la parte russa "ci sono stati indubbiamente dei progressi, le cose si stanno muovendo in una direzione positiva", ha dichiarato l'inviato presidenziale, Kirill Dmitriev, accusando nuovamente i paesi europei di cercare di "ostacolare il processo" di pace.
Anche secondo il Ministero degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti i colloqui sono stati costruttivi e potrebbero portare a progressi futuri.
L'esito della prima giornata di negoziati rimane comunque sconosciuto, poiché le delegazioni si sono impegnate a non rilasciare dichiarazioni pubbliche sulle fasi intermedie dei colloqui.
Mosca ha tuttavia annunciato che la guerra continuerà finché l'Ucraina non accetterà le sue condizioni. Per il leader di Kiev, Volodymyr Zelensky, la Russia segue una "strategia di pressione": vuole infatti "infliggere ancora più sofferenze agli ucraini affinché accettino un compromesso. Ma in realtà, questo è un ultimatum del Cremlino", ha avvertito. "Se perdiamo questa guerra, perdiamo la nostra indipendenza", ha detto ancora Zelensky. Secondo il capo dello Stato, dai dati ufficiali si evince che dall'inizio del conflitto armato, quindi da febbraio 2022, 55.000 soldati ucraini sono morti sui campi di battaglia. "Inoltre, ci sono molte persone che risultano disperse", ha aggiunto.
Secondo quanto riporta Euronews, però, i dati di diversi istituti di ricerca indipendenti sul numero di vittime ucraine sono molto più alti: si stima infatti che siano stati uccisi tra i 100.000 e i 140.000 soldati ucraini.