
«Questa vittoria non è mia, ma è nostra». Una vittoria di tutti coloro che credono in un Portogallo migliore, moderno e giusto, dove tutti sono uguali nei loro diritti e diversi nelle loro libertà. Con queste parole, pronunciate ieri sera, il neo eletto presidente della Repubblica di Portogallo, António José Seguro, socialista moderato di 63 anni, ha celebrato la sua elezione a capo dello Stato portoghese dopo aver sconfitto nettamente il candidato di estrema destra André Ventura.
La vittoria è arrivata al secondo turno con il 66,8% dei voti, contro il 33,2% ottenuto dal leader di Chega. Si chiude così una campagna elettorale segnata da forti tensioni politiche, che inizialmente vedeva favorito proprio Ventura, noto per le sue posizioni xenofobe e sovraniste, ma che alla prova delle urne non ha convinto la maggioranza degli elettori portoghesi.
Determinante per il successo di Seguro è stata la sua capacità di coagulare attorno a sé un ampio fronte trasversale, che va dall’estrema sinistra ai conservatori moderati, unito dall’obiettivo comune di fermare l’ascesa di Ventura. In questo senso ha giocato a suo favore la reputazione di uomo politico equilibrato, percepito come una garanzia di stabilità istituzionale e di unità nazionale.
La sconfitta, tuttavia, non ridimensiona il peso politico di André Ventura. Il leader di Chega, partito nazionalista della destra radicale, esce dal confronto comunque rafforzato: in soli sette anni la sua formazione è diventata la seconda forza del Parlamento.
Barbara Costamagna