
I tre obiettivi della strategia sono prevenire le migrazioni irregolari e le attività dei trafficanti di esseri umani, proteggere le persone dalla guerra e dalle persecuzioni senza permettere abusi del sistema, e attrarre lavoratori qualificati nell'UE. Per raggiungere questi obiettivi, la Commissione Europea intende ampliare la collaborazione con i paesi al di fuori dell'UE. Tra l'altro, prevede la creazione dei cosiddetti "centri polifunzionali" lungo le rotte migratorie. Tuttavia, al momento i dettagli di questi piani non sono chiari. La strategia menziona, tra l'altro, anche il rafforzamento delle pressioni sui paesi terzi affinché aiutino a prevenire che i migranti arrivino in Europa e che accettino il rimpatrio dei propri cittadini senza diritto di soggiorno nell'UE. Bruxelles sta attualmente negoziando o ha già raggiunto accordi con alcuni paesi del Nord Africa, come Tunisia, Mauritania, Egitto e Marocco, affinché aiutino a controllare i flussi migratori, in cambio di aiuti e investimenti. Questo approccio è criticato dall'organizzazione non governativa Amnesty International, che ha sottolineato come in questo modo l'UE aumenti la propria dipendenza dai paesi terzi e diventi corresponsabile di eventuali violazioni dei diritti umani nei paesi di origine dei migranti. "La priorità è comunque chiara: ridurre il numero di arrivi illegali e mantenerlo basso", ha detto il commissario UE per gli Affari interni e le Migrazioni, Magnus Brunner. Bruxelles ha inoltre presentato una nuova strategia sui visti. L'UE vuole in particolare sanzionare i paesi che rifiutano di riprendere i propri cittadini, limitando il rilascio dei visti, e allo stesso tempo semplificare le procedure per attrarre lavoratori qualificati.
Delio Dessardo