Foto: MMC RTV SLO/Foto: Reuters

Il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (BCE) non ha modificato, per la terza volta consecutiva, i tassi di interesse di riferimento per l'area dell'euro. Secondo l'istituto, l'inflazione annua resta vicina all'obiettivo del 2% e anche le aspettative inflazionistiche rimangono sostanzialmente invariate, mentre l'economia continua a mostrare una moderata crescita nonostante le incertezze globali. Una decisione ampiamente attesa, poiché negli ultimi mesi l'inflazione si è stabilizzata intorno al 2%, in linea con il target di medio periodo dell'istituto. A settembre il tasso annuo si è attestato al 2,2%, mentre i dati di ottobre saranno pubblicati venerdì. Le proiezioni della BCE sull'inflazione restano pressoché invariate: l'aumento medio dei prezzi dovrebbe mantenersi leggermente sopra il 2% nel 2025, per poi scendere lievemente sotto tale soglia nei due anni successivi. Sul fronte economico, la crescita del PIL dell'area euro prosegue, sebbene in un contesto internazionale difficile. Nel terzo trimestre del 2025, il prodotto interno lordo è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell'1,3% su base annua, un dato lievemente superiore alle previsioni degli analisti. Secondo la BCE, la solidità del mercato del lavoro, la buona situazione finanziaria del settore privato e gli effetti dei precedenti tagli ai tassi restano fattori chiave di resilienza economica. Tuttavia, le prospettive rimangono incerte a causa del protrarsi delle tensioni commerciali globali e delle instabilità geopolitiche, in particolare legate alla politica statunitense. L'istituto ha al contempo annunciato di aver dato il via alla fase successiva del progetto per l'introduzione del "digital euro", la versione elettronica della moneta unica. Dopo la conclusione della fase preparatoria iniziata nel novembre 2023, il progetto entra ora in una fase operativa e tecnica. Se la normativa necessaria verrà approvata nel 2026, una sperimentazione pilota potrebbe partire nel 2027, e il sistema dell'euro sarebbe pronto per una prima emissione nel 2029. Come spiegato nel comunicato della BCE, la decisione è in linea con la richiesta dei leader europei di accelerare i preparativi per l'euro digitale. L'istituto ha assicurato che la nuova moneta preserverà la libertà di scelta e la privacy dei cittadini, rafforzando al contempo la sovranità monetaria e la sicurezza economica europea.
M.N.