
Nell'ambito dell'apertura dei programmati cantieri per i lavori di riqualificazione del Porto Vecchio, questa mattina è iniziata un'operazione per il riconoscimento ed il trasferimento dei richiedenti asilo che trovano dimore nell'area. La Questura ha comunicato che sarà spostato negli altri centri di accoglienza nazionali circa un centinaio di migranti.
La maggior parte dei richiedenti asilo verrà trasferita in altri luoghi del Friuli Venezia Giulia ed altre regioni d'Italia. Alcuni verranno sistemati anche in strutture triestine. Tra le persone che si sono presentate al punto di raccolta, all'ingresso del Porto vecchio, anche diverse famiglie con minori. L'operazione di trasferimento si è resa necessaria soprattutto in quanto il Comune di Trieste ha richiesto la chiusura del magazzino 4.
Al termine delle attività, l'edificio in argomento verrà bonificato e sigillato, al fine di ripristinare le condizioni di sicurezza ed igienico sanitarie dei luoghi, in considerazione anche delle temperature rigide del corrente periodo invernale e dei diversi episodi di incendi verificatisi negli ultimi mesi.
Dalle associazioni che si occupano di accoglienza arrivano dubbi sull'utilità dell'operazione, poiché una volta chiuso un magazzino, i richiedenti asilo che non trovano spazio nel sistema di accoglienza cittadino, vanno ad occupare le altre strutture che nel frattempo rimangono libere.
Nell'operazione odierna è coinvolto anche l'Unhcr, l'Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite dopo le critiche alla questura per l'esclusione nel precedente sgombero. L'Unhcr ha spiegato che "il sostegno fornito ha l'obiettivo di facilitare un'accoglienza dignitosa e sicura in strutture che garantiscano condizioni materiali adeguate e che dispongano di servizi fondamentali quali assistenza sanitaria, supporto sociale e psicologico, mediazione linguistico-culturale e accesso tempestivo alle procedure per la protezione internazionale".
Davide Fifaco