Foto: Radio Capodistria/Fifaco

Il Caffè San Marco di Trieste, nell'ambito dell'attività dell'Associazione culturale "Società internazionale di divulgazione Manlio Cecovinhi per gli studi storici, sociali ed etici" ha ospitato un incontro dedicato alla storia ed alla cultura dell'Adriatico orientale, incentrato sulla figura di Bernardo Benussi, uno dei maggiori studiosi dell'Istria tra Ottocento e Novecento.

A parlare dello studiosi istriano è stato lo storico Kristjan Knez:

Foto: Radio Capodistria/Fifaco

"Bernardo Benussi si muoveva in questa area dell'Alto Adriatico, infatti è nato a Rovigno, la prima formazione l'ha avuta a Capodistria e poi la sua carriera vera e propria e la sua fortuna la fece a Trieste, quindi nell'ambito di quel litorale austriaco o Venezia Giulia che dir si voglia. Quindi per questo incontro mi è sembrato interessante proporre questa figura di istriano che fece fortuna e divenne veramente una personalità di rilievo nel capoluogo giuliano".

Tra l'altro studiò, se non sbaglio, all'Università di Vienna e Graz; quindi, rappresenta pienamente quel territorio oggi definiremmo Alpe Adria.

"Assolutamente, con una puntata anche a Padova. Ma poi cambia la geopolitica con la terza guerra risorgimentale del 1866 e quindi deve optare per gli atenei asburgici, perché da quel momento in poi, i giovani istriani che storicamente si formavano a Padova avrebbero perso uno status, perché sorse il problema della equipollenza, quindi dell'equiparazione degli studi. Coloro i quali si formavano in atenei stranieri, di fatto Padova divenne parte del Regno d'Italia, avrebbero perso il titolo di studio. Certo, si poteva ancora continuare a studiare, ma chi voleva intraprendere una carriera come funzionario, entrare nel mondo della scuola, quella carta, quella laurea, avrebbe perso qualsiasi valore; perciò, opto per Vienna e poi Graz, dove acquisì una robusta formazione filologica e storica. E questo si è evince da tutti i suoi lavori".

Davide Fifaco