Foto: ARC

Una stagione non favorita dal tempo e dalla neve, che stenta a scendere con continuità sulle piste del Friuli Venezia Giulia, ma con numeri comunque di tutto rispetto.
È positivo il bilancio della prima parte della stagione turistica invernale nella Regione: i comprensori sciistici del Friuli Venezia Giulia da anni stanno attuando una politica di prezzi bassi, in diretta concorrenza con le tariffe applicate nei vicini Veneto e Trentino-Alto Adige, che sembra riuscire ad attirare i visitatori e gli amanti dello sci.

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"Il primo mese della stagione invernale, dal 6 dicembre al 6 gennaio – ha detto l'assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini – si è chiuso con numeri molto positivi, anche al netto di condizioni meteo non sempre favorevoli. Grazie agli investimenti fatti dalla Regione e grazie alla professionalità dei tecnici di PromoTurismoFVG nella gestione del demanio sciabile, gli impianti dei sei poli regionali hanno registrato complessivamente 290 mila primi ingressi, in linea con i numeri della stagione precedente”.
“I numeri a un mese dall'apertura degli impianti vedono il polo di Tarvisio in testa per frequentazione, con circa 97 mila primi ingressi. Seguono il polo di Ravascletto-Zoncolan, con 76 mila, e Piancavallo, con 55 mila, e infine Sappada-Forni Avoltri, con circa 31 mila, Forni di Sopra-Sauris, con circa 17 mila, e Sella Nevea con 14 mila. Con questi numeri, tutti e sei i poli regionali si confermano in linea con il trend record della passata stagione, contribuendo all'afflusso di turisti nelle strutture ricettive di tutta la montagna del Friuli Venezia Giulia".
Bini ha anche sottolineato come dopo le festività sia previsto un maggiore afflusso di turisti sloveni, austriaci, croati, tedeschi, polacchi, cechi e slovacchi e a breve si aprirà anche il periodo dei gruppi organizzati, con gite scolastiche e settimane bianche di studenti dal Nord Italia e anche da oltre confine.
Sulle piste della regione, inoltre, si alleneranno anche le nazionali femminili di sci di Italia, Svezia e Croazia.

Alessandro Martegani