
Cambia la città, cambiano i volumi e il tipo di turismo, e anche le regole si devono adeguare. Riguardano infatti proprio fenomeni legati alla crescente presenza turistica in città alcune norme contenute nei nuovi articoli del Regolamento di Polizia Urbana del Comune di Trieste.
Il testo è stato presentato in settimana, fra gli altri, dall’assessora alla sicurezza Caterina De Gavardo e dal comandante della Polizia Locale, Walter Milocchi.
Fra le novità più attese — aspetto sottolineato in passato sia dalla maggioranza sia dall’opposizione — ci sono le nuove regole sulle keybox, le cassettine a combinazione che contengono chiavi e documenti delle case vacanza e che spesso vengono attaccate a pali, ringhiere o altri elementi di arredo urbano nelle aree pubbliche.
In città, ha detto De Gavardo, “è sempre più frequente l’utilizzo di cassettine di sicurezza fissate agli arredi pubblici o urbani e abbiamo ritenuto opportuno inserire, tra i comportamenti vietati dal Regolamento, anche l’aggancio di keybox agli arredi urbani, come già previsto per l’installazione di lucchetti o altri dispositivi similari”.
Sono state poi inserite disposizioni relative all’abbigliamento indecoroso e all’esposizione di nudità, con il divieto di circolare a torso nudo in città, con l’eccezione del litorale di Barcola lato mare, e “di ostentare al pubblico oggetti, nudità, piaghe o ferite, contrari al pubblico decoro o all’igiene”.
Non mancano poi novità relative alla sicurezza, a partire dalla possibilità di attivare anche a Trieste il “controllo di vicinato”, con l’introduzione di nuove figure: cittadini volontari che avranno l’incarico di raccogliere segnalazioni dei cittadini e trasmetterle alle Forze dell’Ordine.
Per attivare questa possibilità sarà però necessario un protocollo d’intesa con la Prefettura e la Questura, e i cittadini coinvolti — ha sottolineato l’assessora — non avranno alcun ruolo operativo o sostitutivo delle Forze dell’Ordine.
“L’ultima variazione, proposta direttamente dal sindaco Roberto Dipiazza, prevede l’ampliamento delle aree cittadine nelle quali è applicabile il Divieto di Accesso alle Aree Urbane, comunemente conosciuto come Daspo urbano, misura che comporta l’allontanamento obbligatorio di soggetti che abbiano tenuto comportamenti contrari al decoro o alla sicurezza pubblica da alcune aree della città. La zona di applicazione si allarga al litorale, da Ausonia a Piazza Libertà, e all’area compresa tra via Grilz e il Bivio.”
Alessandro Martegani