Foto: Radio Capodistria

A Gorizia si è ripetuta, presso l’ingresso dell’edificio comunale, la cerimonia in ricordo degli impiegati comunali deportati durante i quaranta giorni nei quali l'Esercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia fu in città. Una manifestazione che viene organizzata da anni dall’associazione combattenti della X MAS, la quale in questi giorni celebra anche la memoria dei morti della battaglia di Tarnova, che vide, tra il 19 e il 21 gennaio 1945, contrapporsi in uno scontro durissimo la Divisione “Fulmine” della Decima Mas della Repubblica di Salò e i partigiani jugoslavi.

Roberto Pulli, segretario dell’associazione, che riunisce (per motivi anagrafici) ormai pochi ex combattenti del famigerato battaglione, ha guidato la cerimonia che ha raccolto esponenti della destra e dell’estrema destra locale (pochi, a dire la verità, tanto che erano presenti più rappresentanti delle forze dell’ordine che manifestanti), i quali hanno rivendicato la legittimità della loro iniziativa. Pulli ha accennato alle polemiche sollevate negli ultimi anni da parte di quella che lui ha chiamato "la controparte", soffermandosi in particolare su quelle del 2018, quando fu cantato l’inno della X MAS e due consiglieri comunali che si erano uniti al coro furono denunciati per apologia di fascismo e ricostituzione del partito fascista. Tra questi Fabio Gentile, che ha rievocato l’episodio sottolineando di essere stato assolto in quanto, secondo il tribunale di Gorizia, l’inno non conterrebbe riferimenti all’ideologia fascista.
Pulli ha inoltre letto la lettera inviata all’epoca alla vicesindaca di Nova Gorica, Ana Zavrtanik Ugrin, che aveva denunciato l’utilizzo di questo canto anche in altre occasioni conviviali in territorio sloveno, proponendo, vista l'impunità sancita dalla sentenza goriziana, di andarlo a intonare anche nella sede del Comune sloveno.

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Una provocazione alla quale, logicamente, non è seguita risposta; e anche oggi, sebbene fosse stata appena sostenuta la legittimità del canto, tutti i presenti (tra i quali rappresentanti della locale sezione della Lega Nazionale, di CasaPound e per il Comune, l’assessore Fabrizio Oretti, che non ha preso la parola) si sono guardati bene dall’intonare l'inno, limitandosi a ripetere il saluto della X MAS.

Due ore dopo, a pochi metri dal Comune sul viale dello "struscio" cittadino, si è tenuto invece il presidio antifascista organizzato dalla locale ANPI. Circa duecento i partecipanti, che hanno espresso il loro sdegno per quella che hanno definito un’operazione che l’attuale amministrazione comunale porta avanti da tempo, denunciando la volontà, secondo loro, di trasformare Gorizia nella "capitale del revisionismo".

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Nonostante gli organizzatori dell’ANPI abbiano più volte sottolineato di non essere un partito politico e di non voler entrare nella campagna elettorale in vista delle prossime elezioni comunali (che si terranno nel 2027), in diversi interventi si sono susseguiti inviti ad andare a votare il prossimo anno per mandare a casa l’attuale giunta comunale, rea di aver "sdoganato il fascismo in città".

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In conclusione, non poteva mancare il canto della Resistenza per antonomasia, "Bella Ciao" che ha risuonato nel cuore di Gorizia, dove il passato sembra far fatica a passare.

Barbara Costamagna