
Un guasto al sistema informatico del Consiglio comunale di Trieste ha improvvisamente riportato indietro di decenni le procedure all’interno dell’aula, chiamata nel pomeriggio a votare, fra le altre cose, il Piano Attuativo Comunale (PAC) riguardante l’area dell’ex Fiera, una superficie abbandonata da tempo e negli anni scorsi al centro delle cronache per progetti di sviluppo tanto ambiziosi quanto evanescenti: fu acquistata nel 2017, poi ceduta dal gruppo austriaco Mid Holding alla Cooperativa Commercianti Indipendenti Associati (Conad), ed è attualmente in attesa di riqualificazione.
La discussione in aula è stata rallentata dal blocco del sistema di voto elettronico, e anche della trasmissione in streaming, con la necessità di procedere a chiamata nominale di tutti i consiglieri (poi sostituita dall’alzata di mano per velocizzare l’operazione) per ogni singola votazione. Con questo handicap, ma in un clima insolitamente sereno e collaborativo, è partita la discussione che ha esaminato il futuro dell’area.

L’assessore alle Politiche del territorio Michele Babuder ha illustrato le procedure che dovrebbero portare a una totale riqualificazione della zona e che, ha assicurato, è stata al centro di un confronto con i cittadini. Si tratta di un’area da più di 22 mila metri quadri, quasi 13 mila di edifici, ma anche quattro mila di aree verdi e 30 mila di parcheggi, per un totale di 50 milioni di euro d’investimenti privati e nove di fondi pubblici per opere di pubblica utilità e viabilità su aree cedute al Comune dagli investitori privati.
Nel progetto c’è un parcheggio multipiano interrato, e un centro commerciale, ma anche opere nell’area circostante su viabilità e arredo urbano. Le stretture saranno autosufficienti dal punto di vista ambientale e, ha sottolineato Babuder, non ci sarà un calo dei posti auto del quartiere che saranno invece aumentati. Aumentano anche le aree verdi in piazzale Gioberti, di fronte all’ex ingresso della Fiera.
Sul piano però le opposizioni hanno confermato le critiche già espresse nel corso degli anni. In particolare, Giovanni Barbo, capogruppo Pd, e Laura Famulari, vicepresidente del Consiglio Comunale, avevano già sottolineato come quella dell’ex fiera “sia una vicenda nata malissimo, con una variante che all’indomani della cessione dell’ex Fiera ne aumentava in maniera sproporzionata l’area destinabile ad attività commerciale, mettendo in secondo piano quel pubblico interesse che dovrebbe invece essere la bussola di ogni amministrazione”. I consiglieri di opposizione hanno anche evidenziato come l’attuale progetto riduca i parcheggi e comporti opere che avranno in impatto sul territorio, e chiesto un maggior coinvolgimento della popolazione.

Sulla delibera Riccardo Laterza di Adesso Trieste ha anche proposto sospensive, per consentire ulteriori studi, alla luce di altri progetti dell’area, come la riqualificazione dell’ex caserma di via Rossetti che aumenterebbero ulteriormente il flusso di traffico, e per valutare la situazione dei parcheggi, ma sono state respinte dall’aula, dopo che Alberto Polacco di Forza Italia aveva ribadito come il saldo di parcheggi sia positivo e come, a causa dei cambi di proprietà, si sia già atteso abbastanza per avviare il progetto. Alessandra Richetti del Movimento 5 Stelle ha messo in luce come la riqualificazione, pur accolta con favore, non tenga conto della necessità di alberi per contrastare l’aumento delle temperature in città.
Nel corso della discussione però, maggioranza e opposizione hanno concordato l’accoglimento di alcuni ordini del giorno, spianando la strada all’approvazione del piano con i voti della maggioranza e l’uscita dall’aula dei consiglieri di centro sinistra.
Fra gli altri temi affrontati nella giornata c’è stato anche quello della piscina terapeutica Acquamarina, crollata sei anni fa, al centro di un’inchiesta della magistratura, e finora mai ricostruita nonostante il gran numero di utilizzatori.
Abbandonata l’idea di affidare la ricostruzione a una procedura di Project financing, l’amministrazione ha presentato una delibera, per finanziare direttamente la ricostruzione con 16 milioni di euro.
Da parte delle opposizioni è stato sottolineato come sia necessario chiarire quale tipo di gestione avrà la struttura, per garantire – hanno sottolineato Riccardo Laterza di Adesso Trieste e Giovanni Barbo del Pd – un accesso alla struttura a costi contenuti e aperto a tutti. A riguardo l’assessore al Bilancio Everest Bertoli ha sottolineato come la scelta di una procedura mista permetta anche d’individuare, oltre alla società che realizzerà la struttura, anche chi la gestirà, e assicurare un servizio adeguato e a costi accessibili per i cittadini in difficoltà. La delibera è poi passata con l’astensione del centro sinistra.
Prima della discussione sul PAC, nel corso delle interrogazioni, è emerso il tema del nuovo servizio h24 della Polizia locale, da poco avviato a Trieste. In particolare, Salvatore Porro di Fratelli d’Italia ha proposto di dotare gli agenti impegnati nel servizio di un giubbotto antiproiettile e anche di un taser, mentre Rosanna Pucci del Pd ha chiesto chiarimenti sui turni necessari per coprire il servizio, che avrebbero provocato – ha detto – malcontento del personale, e sull’addestramento degli agenti.
A riguardo, l’assessora alla sicurezza Caterina De Gavardo ha ricordato come il servizio h24, avviato lo scorso 19 maggio, consenta alla Polizia locale d’intervenire su tutti gli incidenti stradali, anche di notte, liberando quindi da questo compito le altre forze dell’ordine, e come il servizio abbia comportato una riorganizzazione dei turni e la creazione di nuove figure. Riguardo l’armamento e la dotazione, De Gavardo ha assicurato che gli agenti sono costantemente addestrati all’uso delle armi e hanno da tempo in dotazione giubbotti protettivi.
Alessandro Martegani