La centrale della Polizia Locale a Trieste (Foto: Martegani)

Utilizzare le polizie locali e le rispettive competenze, mettendo in rete tutti i comuni della regione: il Friuli Venezia Giulia è la prima regione in Italia ad aver siglato una convenzione che punta a rendere più semplice e sistematico per i comuni condividere uomini, mezzi e competenze della polizia locale.
La differenza fra comuni strutturati, come quello di Trieste che ha più di 200 agenti, una centrale operativa attiva 24 ore al giorno e molte sezioni specializzate, e piccole realtà con uno o due agenti, aveva spinto la Regione a prevedere la possibilità di mettere in comune competenze e personale. Il progetto, previsto nella legge sulla sicurezza del 2021, si è realizzato con la firma di un accordo per “l’attuazione del coordinamento della Polizia locale”, siglato oggi dalla Regione, con l’assessore regionale alle Autonomie locali e alla Sicurezza Pierpaolo Roberti, e dal Comune di Trieste, rappresentato dal sindaco Roberto Dipiazza.
Proprio il Comune di Trieste, quello con il corpo di polizia locale più strutturato, sarà l’ente di coordinamento: nelle prossime settimane i comuni della regione interessati potranno aderire, ed entreranno in un sistema che permetterà di gestire e inviare uomini, mezzi e competenze molto rapidamente, senza complessi iter burocratici, come ha sottolineato il sindaco Dipiazza, necessari fino ad oggi.

da sin. Gian Luca Albertazzi, Roberto Dipiazza, Pierpaolo Roberti e Walter Milocchi (Foto: ARC)

Questo è un progetto che parte dal 2021 con la legge sulla sicurezza – ha spiegato Roberti – e che prevede semplicemente di offrire ai cittadini del Friuli Venezia Giulia un coordinamento delle polizie locali che garantisca efficienza e sicurezza sul territorio. In sostanza noi abbiamo un territorio che è molto variegato, con comuni piccoli, servizi di polizia locale molto piccoli o talvolta, in alcuni comuni, assenti, e comuni che invece hanno dei corpi molto strutturati: pensiamo ai capoluoghi, in particolare Trieste. Con questo coordinamento noi diamo la possibilità al Comune di Trieste di gestire dei nuclei specialistici, in particolare su delle materie in cui serve altissima specializzazione, per poter garantire un servizio su tutto il territorio regionale. Il comune piccolo, che avrà bisogno per esempio del servizio di polizia ambientale, potrà chiedere al coordinamento della polizia locale di Trieste degli agenti che verranno reperiti sul territorio, specializzati e formati. Parliamo della polizia ambientale, ma pensiamo anche alla polizia giudiziaria, alle unità cinofile, insomma a tutte quelle specializzazioni della polizia locale che hanno bisogno di grandissima formazione e che quindi i corpi piccoli non riescono a gestire”.
Tutto questo – ha aggiunto – verrà finanziato e sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Ogni anno si farà un elenco di attività su richiesta dei comuni interessati che verrà presentata alla Regione, che sosterrà i costi relativi, tutto questo per garantire che ogni cittadino, a prescindere che abiti in un comune piccolo o in un comune molto grande, possa usufruire di servizi adeguati, di una sicurezza adeguata sul proprio territorio”.
Roberti ha anche sottolineato come “non si tratti di una regionalizzazione, ma solo di un coordinamento, che lascia intatta l’autonomia di tutte le polizie locali”.
Le applicazioni immediate dell’accordo, finanziato per quest’anno con 30 mila euro, riguardano i grandi eventi, in cui spesso i comuni hanno bisogno di personale aggiuntivo, ma ci sono anche funzioni di alta specializzazione, come quelle contro gli abusi edilizi, il controllo ambientale, le violenze domestiche e altro, che saranno a disposizione anche di realtà che non hanno la struttura per organizzarsi.
Il coordinamento farà capo a Trieste, dove la Polizia locale, come ha ricordato il comandante Walter Milocchi, conta su una struttura più grande e su una sala operativa attiva 24 ore su 24. “Si tratta - ha spiegato - di un accordo tra la Regione Friuli Venezia Giulia e il Comune di Trieste per la gestione delle attività su tutto il territorio regionale, che consente l’impiego degli operatori di Polizia Locale in tre ambiti principali: la gestione di eventi (ad esempio Gusti di Frontiera o Pordenone Legge), la risposta a calamità e l’utilizzo di nuclei specialistici in Comuni privi di tali risorse, come ad esempio l’unità cinofila, i droni o i software per il controllo dell’autotrasporto. L’accordo iniziale è tra la Regione FVG e il Comune di Trieste, ma successivamente aderiranno anche gli altri Comuni, mettendo a disposizione personale e strumentazione”.
"È un progetto molto importante - ha aggiunto l'assessora comunale alle Politiche della sicurezza cittadina, Caterina de Gavardo - che vede il Comune di Trieste in prima linea. Si tratta di un protocollo nato da un lavoro condiviso tra il Comune di Trieste e la Regione Friuli Venezia Giulia. Mettere a sistema le risorse umane è un’attività che in Regione si svolge da sempre, ma questo protocollo permetterà di farlo in modo molto più rapido e semplice, valorizzando al contempo le potenzialità e le competenze della nostra Polizia Locale, che la Regione vanta".

Alessandro Martegani