
Sei gli incontri, a partire dal prossimo gennaio, uno al mese fino a giugno 2026, incentrati sulle problematiche legate all'accoglienza, partendo dai centri in Albania fino ai diritti d'asilo, come ci ha spiegato il presidente di ICS, Gianfranco Schiavone:
“È un'impostazione molto rigorosa, con relatori di alto livello e su temi che sono cruciali del dibattito politico, culturale e giuridico. Quest'anno affronteremo il tema dei centri in Albania e del loro incredibile e spaventoso fallimento e le ragioni di questo fallimento. Affronteremo la questione del ritorno dei confini in Europa, la questione sempre purtroppo calda della situazione migranti a Trieste, anche alla luce dell'inchiesta di Repubblica che disegna un quadro disastroso sulla situazione triestina che sembra non voler cambiare. Avremo, ovviamente, anche un incontro specifico proprio su questo. Avremo poi un incontro sul diritto d'asilo, con la presentazione del rapporto migranti della Fondazione migranti sul diritto d'asilo e avremo anche un approfondimento sulla situazione negli Stati Uniti. Chiaramente sono conferenze che si possono seguire in presenza, liberamente fino a esaurimento posti, qui al Circolo della Stampa, oppure online, iscrivendosi direttamente compilando un form sul sito dell'TCS. dove c'è il programma da oggi”.
L'ha citato lei, il recente report di Repubblica conferma un po' quello che ICS ha sempre detto: a Trieste la situazione dell'accoglienza è piuttosto complessa. Come può definire lei questa realtà?
“La definisco una disfunzione sistemica, nel senso che le Istituzioni non vogliono risolvere la questione. Perché? Non perché non ci siano gli strumenti, parliamo di numeri che continuano a essere estremamente modesti, ma perché affrontare questa situazione, cioè, aprire delle strutture adeguate sia di prima accoglienza per i richiedenti asilo, sia le strutture di bassa soglia per le persone in transito, significherebbe riconoscere che il fenomeno delle immigrazioni esiste. Invece, se si usano frasi violente. del tutto scomposte, come quelle, per esempio pubblicate oggi sul Messaggero Veneto, dall'assessore Roberti, che in risposta addirittura a una morte per freddo a Pordenone, dice 'se ne tornino da dove sono venute', che si commentano da sole per la loro volgarità, per la loro violenza, è chiaro che non si può risolvere il problema. La soluzione del problema è 'il problema' per la politica locale, che ha bisogno di mantenere una situazione di eterno allarme e quindi appunto questa situazione di disfunzionalità sistemica”.
Davide Fifaco