
Un cambiamento epocale nel presidiare la città, che sta dando anche i primi risultati. A otto mesi dall’avvio del servizio 24 ore su 24 da parte della Polizia locale di Trieste, l’assessora comunale alla sicurezza Caterina De Gavardo non nasconde la soddisfazione per i primi dati.
Da maggio, anche grazie alle nuove assunzioni degli ultimi anni, è stato possibile impiegare due pattuglie ogni notte: Trieste è l’unica città del Friuli Venezia Giulia ad aver attivato un servizio notturno della Polizia locale, ed è una delle poche nel Triveneto (Padova, Trento, dove l’H24 è attivo nei fine settimana, Venezia e Verona).
Un’ottantina di agenti, in gran parte dei reparti motorizzati, sono stati coinvolti per coprire i turni, intervenendo soprattutto in casi d’incidenti stradali ma non solo. Accanto ai più di 300 incidenti, un terzo con feriti e in sette casi purtroppo con esiti letali, gli agenti della Polizia locale sono intervenuti centinaia di volte anche per liberare strade e passi carrai da auto in sosta, permettendo così alle altre forze dell’ordine di concentrarsi su altre attività.

“I dati danno il segno di un impegno molto importante della Polizia locale, e tutta l'attivazione del servizio h24 rappresenta un evento epocale per la città e per la Polizia locale stessa - spiega Caterina De Gavardo, assessora comunale alla sicurezza -. Voglio personalmente ringraziare tutti gli operatori perché, con un grandissimo impegno, hanno assecondato questo desiderio dell'amministrazione comunale e si sono messi a servizio della città sulle 24 ore. Il servizio, iniziato a maggio, attualmente coinvolge un'ottantina di operatori e si concentra sul rilevamento degli incidenti stradali”. “È un cambiamento epocale in linea con una collaborazione importantissima con Prefettura e Questura, voluto da questa amministrazione, ma anche dalle amministrazioni precedenti e, ci tengo a sottolinearlo, fortemente sostenuto anche da Fratelli d'Italia, che è il partito che io rappresento, nell'ottica di un miglior presidio del territorio. La concentrazione della Polizia locale sugli incidenti stradali e sulle tante segnalazioni che la sala operativa riceve anche durante la notte lascia le pattuglie delle altre forze dell'ordine libere di presidiare al meglio il territorio dal punto di vista dell'ordine e della sicurezza pubblica. È un provvedimento che noi intendiamo portare avanti perché i risultati ci sono e si vedono”.
Anche il comandante della Polizia locale, Walter Milocchi, ha sottolineato come il servizio notturno abbia caratteristiche diverse da quello tradizionale: gli incidenti sono in numero minore, ma spesso più violenti, e con una percentuale di feriti più alta perché di notte si tende ad andare più veloci, in media uno alla settimana.
“Dal punto di vista organizzativo – ha aggiunto – è un cambiamento significativo: per oltre quarant’anni il servizio della Polizia Locale si è svolto dalle 7 del mattino alle 2 della notte successiva. Oggi, per garantire la copertura dell’intero arco orario, sono operative due pattuglie dalle 18 alle 24, altre due dalla mezzanotte alle 6 e due ulteriori pattuglie dalle 6 alle 12. Il nuovo modello organizzativo adottato ha dimostrato di funzionare anche in situazioni di emergenza, come quelle legate alle precipitazioni nevose”.
Il servizio inoltre è stato possibile, come prescrive la normativa nazionale, solo una volta completate le procedure e l’addestramento per dotare gli agenti di armi da fuoco. “A 20 anni dalla prima mozione in Consiglio comunale – ha sottolineato il presidente della sesta commissione e consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Salvatore Porro – abbiamo portato a compimento l’attuazione del decreto 145 del 1987 del Ministero dell’Interno che prevede l’armamento degli agenti: ora anche la Polizia locale di Trieste è uguale alle altre forze di polizia”.
Alessandro Martegani