Foto: Nataša Uršič/Radio Koper

La guerra in corso in Iran, oltre che sui prezzi delle materie prime e in particolare di petrolio e gas, avrà effetto anche sui controlli ai confini: i posti di blocco che ormai da più di due anni sono presenti sulle frontiere fra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, istituiti dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre, sono stati rinnovati fino a giugno, ma tutto lascia pensare che rimarranno dove sono, e a lungo.
Ai posti di blocco (pressoché innocui dal punto di vista dei disagi per i viaggiatori e i frontalieri, ma simbolicamente sconfortanti sotto il profilo dell’integrazione europea) recentemente è stato anche assegnato un numero maggiore di agenti in servizio, come conferma lo stesso segretario nazionale del Sindacato Autonomo di Polizia Stefano Paoloni.
“A Trieste – ha detto a margine di un incontro di formazione organizzato dal sindacato nel capoluogo giuliano – la situazione della sicurezza è un po' come su tutto il territorio: servirebbe sicuramente un'iniezione di personale, però dobbiamo anche rilevare che, rispetto alle necessità di vigilanza della frontiera Schengen, proprio in quest'ultimo mese è stato potenziato in modo importante il personale. Questo ovviamente aiuta perché consente al personale di massimizzare la professionalità e di conoscere il territorio, quindi sicuramente darà risultati importanti”.
Il timore è che, oltre ai possibili tentativi d’infiltrazioni di terroristi, aumentino anche i flussi di profughi in fuga dalle aree di guerra. Anche per questo di sicurezza e controlli ai confini ha parlato anche la sottosegretaria all’Economia e assessora del Comune di Trieste Sandra Savino, che ha avuto, spiega in una nota, un confronto diretto con il Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani e con il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
“Ho voluto personalmente approfondire la situazione – ha detto Savino – con particolare riferimento agli accessi lungo la rotta balcanica e ai possibili riflessi sulle frontiere del Friuli Venezia Giulia, e ho ricevuto rassicurazioni sul rafforzamento dei controlli e sul costante presidio del territorio da parte delle forze dell’ordine, oltre alla conferma di un impegno diplomatico attivo dell’Italia nel dialogo con i Paesi dell’area balcanica per una gestione coordinata e responsabile”.
“Il Friuli Venezia Giulia – ha aggiunto – rappresenta una porta strategica dell’Europa e merita attenzione costante, strumenti adeguati e un coordinamento efficace tra livello nazionale e territoriale. E questa per noi è una priorità. È fondamentale – ha concluso – garantire un presidio efficace del territorio e un’azione responsabile, nel rispetto delle regole e della legalità”.

Alessandro Martegani