"Anniversari importanti che ricordano il valore della libertà e l'importanza della pace e della convivenza", questo in sintesi il messaggio riecheggiato in tutte le principali località della penisola. A Pola, Rovigno, Parenzo, Albona durante la giornata si sono susseguite le deposizioni di corone di fiori ai monumenti ai caduti ed è stata ricordata la vittoria su una delle ideologie più orrende e buie, e la nascita - qualche anno dopo- della nuova speranza che, con la Dichiarazione di Schuman, sancì la visione di un'Europa unita, basata sulla pace, il dialogo e il rispetto reciproco. "Una visione che è stata fatta propria dall'Istria e dalla sua popolazione", si è sentito dire alla cerimonia centrale che si è svolta a Pisino.
Facendo riferimento ai numerosi conflitti attualmente in corso, lo "zuppano" Boris Miletić ha dichiarato che evidentemente non si è riusciti a trarre insegnamento dalla storia che invece dovrebbe guidarci alla concordia e unità. Orgoglioso dello spirito e dei valori dell'antifascismo che continuano a caratterizzare la regione, egli ha elogiato le Associazioni partigiane e antifasciste e quelle dei combattenti della guerra patriottica che, contrariamente a quanto accade nelle altre aree delle Croazia, celebrano assieme le varie ricorrenze. "Uniti siamo più forti" ha ricordato Miletić invitando tutti ad andare fieri della propria storia e delle proprie tradizioni. "Continuiamo a costruire una società basata sul rispetto, la tolleranza e la collaborazione", ha concluso il governatore istriano.
"L'antifascismo è civiltà, sta alla base del moderno umanesimo, ci rende solidali e responsabili gli uni degli altri", hanno detto invece Ada Damjanac, presidente dell'Unione delle associazioni antifasciste della regione, e Suzana Jašić, sindaca di Pisino, prima di conferire i riconoscimenti a tutta una serie di attivisti delle associazioni antifasciste della Regione istriana.
