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La crescita dei ricavi, spiega la dirigenza del Porto, è stata sostenuta soprattutto dall'aumento dei volumi nel traffico container e automobilistico, oltre che dai maggiori introiti legati alle attività di stoccaggio. Un risultato rilevante, considerato che il 2025 è stato ancora fortemente condizionato dalle limitazioni alla navigazione nel Mar Rosso e dalle conseguenti deviazioni delle rotte commerciali. «Armatori e operatori logistici si sono concentrati sulla gestione delle interruzioni dovute alle tensioni geopolitiche e ai cambiamenti delle catene di approvvigionamento. Nonostante ciò, grazie a un adattamento tempestivo e alla ricerca di nuove opportunità, siamo riusciti a chiudere un altro anno positivo», ha sottolineato la società. Particolarmente positivo l'andamento del terminal container, con oltre 1,27 milioni di unità TEU movimentate, in crescita del 12 per cento su base annua e nuovo record storico, favorito da nuovi contratti sui mercati dell'entroterra e dalla riorganizzazione dei servizi marittimi dall'Estremo Oriente e dal Mediterraneo. Meno favorevole, invece, l'andamento di altre categorie: i general cargo sono diminuiti dell'11 per cento, soprattutto per il calo di legname, gomma e prodotti siderurgici, pur a fronte di una domanda in aumento per carichi di progetto. Nel corso dell'anno sono state ormeggiate 1.751 navi, un dato leggermente inferiore rispetto al 2024, mentre dall'altro canto è cresciuto il traffico terrestre. Nonostante i vincoli legati ai lavori di ammodernamento della rete ferroviaria, la quota di merci trasportate su rotaia ha nuovamente superato quella su strada, raggiungendo il 51 per cento del totale, un segnale positivo in termini di sostenibilità e intermodalità. Nel confronto regionale, mentre il Porto di Capodistria consolida la propria crescita e rafforza la leadership nell'Alto Adriatico, Fiume e Trieste restano complessivamente sotto la soglia del milione di container movimentati. A Fiume i volumi sono aumentati di circa il 6 per cento, un risultato incoraggiante ma ancora distante dalle performance dello scalo sloveno. Decisamente più pesante il bilancio di Trieste: al Molo VII, la società TMT ha movimentato poco più di 522.000 container, con un calo del 28 per cento su base annua. Il divario con Capodistria risulta quindi evidente, soprattutto per la capacità del porto sloveno di diversificare i traffici e gestire con maggiore flessibilità i flussi logistici, compensando meglio le criticità internazionali.
M.N.