
Nel novembre dello scorso anno, in una casa di riposo di Capodistria, un dipendente della struttura è entrato in una stanza utilizzando una chiave universale ed ha scattato fotografie a due ospiti durante un momento di intimità. Le immagini sarebbero poi state condivise con alcuni colleghi. A riportare per primo la notizia è stato il portale Regionalobala. In un primo momento, la direttrice del Centro per anziani Deos, Tinkara Godec, aveva dichiarato che la direzione non era stata informata della diffusione delle fotografie. Nei giorni successivi sono stati avviati colloqui interni e verifiche, al termine dei quali Deos ha confermato che, dopo diversi incontri con la direzione della casa di riposo e con più dipendenti, è stato accertato che le fotografie contestate sono state effettivamente scattate. La direttrice ha tuttavia precisato di non aver mai visionato direttamente il materiale e di non conoscere ancora l'identità dell'autore o degli autori. Le audizioni del personale proseguono per chiarire le responsabilità. Nel frattempo, la scorsa settimana Deos ha organizzato una nuova sessione di formazione obbligatoria per i dipendenti, dedicata alla protezione dei dati personali e alla tutela della privacy degli ospiti, con particolare attenzione alle violazioni degli obblighi di lavoro e alle procedure interne per la segnalazione di irregolarità. Sulla vicenda è intervenuto anche il Ministero per un futuro solidale, che ha contattato la struttura e condannato fermamente l'accaduto. Il ministro Simon Maljevac ha definito il fatto inaccettabile, sottolineando però che non si tratta di un fenomeno diffuso e invitando a non generalizzare, ricordando che le case di riposo restano luoghi sicuri in cui opera personale qualificato. Anche la polizia ha avviato accertamenti: la Direzione di Capodistria ha confermato che il caso viene esaminato con attenzione sulla base delle informazioni emerse sui media. L'episodio, tuttora al vaglio degli inquirenti, riaccende il dibattito sulla tutela della privacy nelle strutture di assistenza e sulla necessità di controlli rigorosi e di una formazione costante degli operatori.
M.N.