
Nonostante il continuo impegno profuso nelle campagne di sensibilizzazione e la diffusione di accurati strumenti informativi, ogni anno ci si ritrova a dover fare i conti con i drammatici esiti dell'utilizzo irresponsabile di prodotti pirotecnici. I recenti eventi avvenuti nel Litorale confermano quanto il pericolo sia sottovalutato, specialmente tra i giovanissimi. Il caso più allarmante ha coinvolto un tredicenne a Pivka: dopo aver rinvenuto un petardo inesploso nei pressi del cortile della scuola elementare, il ragazzo lo ha attivato in un sottopasso ferroviario, subendo gravissime lesioni alle mani, al volto e all’udito. Tale episodio non rappresenta purtroppo un caso isolato; a Parezzago, una donna di 55 anni è stata colpita da un corpo estraneo mentre assisteva ai fuochi dal balcone della propria abitazione, riportando ferite che hanno richiesto l'immediato intervento ospedaliero e l'apertura di un'indagine penale per danni alla persona e pericolo pubblico.

Oltre ai traumi fisici, l’uso incauto di questi dispositivi ha causato ingenti danni materiali in diverse località: dalle facciate danneggiate a Scoffie e Capodistria, fino alle autovetture colpite a Erpelle. Grave anche l'evento registrato a Isola, dove la detonazione di un petardo ha completamente distrutto un bagno chimico. L’intensa attività di vigilanza della polizia ha portato alla luce uno scenario preoccupante riguardo alla diffusione di materiale illegale tra i minori. I massicci sequestri effettuati a Capodistria, Santa Lucia, Isola e Pirano hanno permesso di sottrarre al mercato centinaia di articoli di categorie proibite e persino ordigni di fabbricazione artigianale. La gravità della situazione ha richiesto l'uso di mezzi di coercizione nei casi di resistenza, comportando non solo sanzioni amministrative per i genitori, ma anche formali segnalazioni ai servizi sociali. Tutto ciò sottolinea la necessità impellente di un maggiore senso di responsabilità civica e di un controllo parentale più rigoroso per prevenire tragedie.
Alessia Mitar