La seduta è stata “breve ed efficace”, ha dichiarato il vicepresidente del Governo e ministro per gli Sloveni all’estero e nel mondo, Matej Arčon. Nel suo intervento ha ricordato che oggi si celebra la Giornata internazionale di Wikipedia e ha annunciato che proprio oggi il Governo ha approvato la decisione di proclamare il 19 maggio Giornata del lipizzano, data che sarà presto riportata anche sull’enciclopedia online. Nel corso della riunione, l’esecutivo ha inoltre approvato il decreto che dichiara la chiesa della Santissima Trinità di Hrastovlje monumento culturale di importanza nazionale. Secondo Arčon, questa decisione contribuirà alla promozione turistica del patrimonio culturale del Comune città di Capodistria. Tra i punti centrali all’ordine del giorno anche il trasferimento di un appezzamento terriero a Semedella, del valore di 1,2 milioni di euro, dallo Stato al Comune di Capodistria. Su quest’area è prevista la realizzazione del tanto atteso ascensore di Monte San Marco, considerato un progetto strategico sia per lo sviluppo della comunità locale sia per la promozione turistica della città. Il trasferimento di proprietà avverrà a titolo gratuito. Il ministro delle Risorse naturali e dello Spazio, Jože Novak, ha poi illustrato l’informativa sullo stato del mare sloveno, sulle sue criticità e sulle misure di tutela.

“Abbiamo presentato una fotografia aggiornata della situazione per poter definire i prossimi interventi, che dovranno essere comunicati anche all’Unione europea”, ha spiegato il ministro, ricordando che il mare sloveno, con una profondità media di soli 16 metri, è particolarmente sensibile alle pressioni esterne. Novak ha sottolineato l’impatto significativo dei cambiamenti climatici: la temperatura superficiale del mare aumenta di circa 0,15 gradi centigradi all’anno, il pH diminuisce, il contenuto di ossigeno si riduce e il livello del mare cresce di circa 5 millimetri all’anno, con proiezioni che parlano di un possibile innalzamento fino a 80 centimetri in cento anni. Scenari che mettono a rischio aree come Pirano e Santa Lucia, per le quali sarà necessario individuare soluzioni concrete nei prossimi anni. Il ministro ha inoltre ricordato che il mare sloveno rappresenta un hotspot di biodiversità: nel mare Adriatico vivono circa 2.260 specie, molte delle quali protette. Le numerose attività umane, dal traffico marittimo alla pesca, dall’acquacoltura al turismo, fino alla ricerca e all’educazione, aumentano ulteriormente la pressione sull’ecosistema. Particolare preoccupazione destano i rifiuti marini, composti per l’80 per cento da plastica, in gran parte legati al turismo e alla pesca, così come l’aumento del rumore subacqueo continuo, dovuto soprattutto all’intensificazione del traffico navale nel Porto di Capodistria.

Una situazione, ha concluso Novak, che viene monitorata con attenzione e che richiede un approccio coordinato, anche a livello europeo, indicando la costa slovena come possibile esempio di buone pratiche nella ricerca di soluzioni sostenibili.
Dionizij Botter