Foto: Diocesi Parenzo-Pola

L'esumazione e la traslazione dei resti del vescovo, sepolto fino a metà dicembre al cimitero triestino di Sant'Anna, sono il risultato di un accordo di collaborazione tra la Diocesi di Trieste e quella di Parenzo-Pola. Oggi a Parenzo si è svolto l’ultimo atto di questa intesa, con la solenne cerimonia eucaristica e la tumulazione che ha visto riuniti i vertici della Chiesa cattolica in Croazia, guidati dall’arcivescovo metropolita di Zagabria Dražen Kutleša insieme al vescovo di Trieste Enrico Trevisi e a numerose altre autorità ecclesiastiche e politiche nazionali e regionali oltre a tantissimi fedeli provenienti da tutta l’Istria.

Foto: Diocesi Parenzo-Pola

Nell’omelia, il vescovo della Diocesi parentino-polese, Ivan Štironja, ha ricordato che questa non è una semplice cerimonia storica, bensì un invito a risvegliarsi dall’indifferenza. “Il ritorno a casa di questo grande uomo esorta tutti — dai capi della Chiesa al singolo individuo — a seguire attivamente i valori da lui sostenuti”, ha detto Štironja, rivolgendo un forte appello alla comunità affinché dia “il proprio contributo alla Chiesa e alla patria”. Egli ha avvertito che un futuro sicuro non si costruisce con la passività, bensì esclusivamente con il lavoro e la promozione di valori basati sulla verità, la giustizia e l’amore.

Foto: Diocesi Parenzo-Pola

L’odierna cerimonia è stata definita come il “ritorno a casa” del fautore del risveglio nazionale dell’Istria. La vita di Dobrila, che guidò la Diocesi di Trieste tra il 1875 e il 1882, è stata contrassegnata da un’instancabile lotta per l’identità e la dignità del popolo croato. Definito un “visionario politico” nella Dieta istriana e nel Consiglio imperiale di Vienna, egli — come ricordano i libri di storia — si oppose all’italianizzazione e gettò le basi della moderna identità croata in Istria

(lpa)