Foto: MMC RTV SLO/Regione Istriana

Dopo la lettera d’intenti firmata lo scorso maggio e l’accordo di dicembre, si concretizza l’impegno dell’amministrazione regionale nel contrastare un fenomeno sempre più diffuso sul territorio. Il progetto, della durata di cinque anni, avrà un costo complessivo di 600 mila euro: la Regione ne garantirà 450 mila (pari a 90 mila euro annui). Come spiegato dal governatore Boris Miletić, il Centro — che aprirà a febbraio con sede a Pola — si occuperà specificamente di sicurezza online e rischi del mondo virtuale.

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"Il nostro messaggio è chiaro: la sicurezza dei minori è la priorità. Vogliamo che giovani, pedagogisti, assistenti sociali e genitori sappiano di non essere soli; avranno a disposizione un'istituzione di qualità per pareri e supporto", ha dichiarato Miletić. Il focus sarà sulla prevenzione, con programmi educativi contro cyberbullismo, adescamento e manipolazione psicologica, sextortion e dipendenza digitale.
L’urgenza dell’iniziativa è supportata dai dati della Ricerca Nazionale sulle relazioni tra coetanei: quasi il 90% degli studenti ha subito violenza a scuola, mentre quella elettronica è ormai una realtà quotidiana. Tomislav Ramljak, presidente del Centro per i bambini scomparsi e abusati, ha descritto lo scenario attuale come una "giungla digitale", lanciando un allarme preoccupante: in Croazia, negli ultimi sette anni, i reati di sfruttamento pornografico dei minori sono aumentati del 280%, superando i 500 casi annui. Il centro opererà in modalità itinerante in tutta la regione, visitando scuole e istituti. Ramljak ha concluso con un appello alle famiglie e affermando che "il rapporto tra genitori e figli è la forma più forte di prevenzione” ha auspicato una partecipazione attiva dei genitori. (lpa)