
Sono stati proprio quest’ultimi a presentare al ministro le criticità locali, che vanno dai criteri per la valutazione dell’indice di sviluppo delle municipalità, al caro affitti e fino al finanziamento gratuito degli asili e del doposcuola. È chiaro che i comuni più ricchi possono affrontare con più facilità il problema, anche perciò sarebbe necessaria una maggiore sinergia tra le misure e le iniziative adottate dal governo e le amministrazioni locali. Nell’illustrare le azioni concrete volte ad arginare la tendenza negativa che interessa la Croazia, come tutta l’Europa, il ministro ha ricordato: le modifiche alla Legge sui sussidi per la maternità con gli aumenti dei bonus una tantum per i neonati e dell’indennizzo per il congedo maternità; gli investimenti negli asili, specie nei reparti nido, e poi ancora le misure per facilitare il rientro degli emigrati che prevedono, per esempio, l’esenzione dell’imposta sul reddito. “Visti i risultati positivi come, ad esempio, le 13 mila richieste di rimpatrio, procederemo su questa strada”, ha detto Šipić, presentando pure la proposta di Legge sulla rivitalizzazione demografica che punta – come ha spiegato – ad incentivare le nascite, gestire un’immigrazione pianificata e promuovere il ripopolamento delle aree meno sviluppate.
“Assieme a città e comuni abbiamo adottato una serie di strategie indirizzate al miglioramento del quadro demografico ma anche al reperimento di figure professionali carenti”, ha spiegato invece lo zupano Boris Miletić, riferendosi ai bonus fedeltà, benvenuto e altro ancora destinati al personale medico e dei servizi sociali ma anche alle politiche abitative e alla costruzione di alloggi sociali. Miletić non ha mancato di esprimere soddisfazione per il saldo migratorio positivo che l’Istria ha registrato nel 2024. “Siamo al terzo posto in Croazia, dopo Zagabria e la sua provincia, con quasi 4.800 residenti in più rispetto all’anno precedente”, ha concluso il presidente della Regione istriana.

(lpa)