
È stato, di fatto, il volto della moda, ma in generale dello stile nel mondo. L’Italia e il settore della moda danno l’addio al maestro Giorgio Armani, che per decenni ha indicato la strada dello stile e della classe, distinguendosi anche in attività che andavano ben al di fuori del suo settore.
La notizia della scomparsa di Armani è stata data con una nota dal gruppo di cui era stato “ideatore, fondatore e instancabile motore”. “Il Signor Armani, come è sempre stato chiamato con rispetto e ammirazione da dipendenti e collaboratori – dice la nota – si è spento serenamente, circondato dai suoi cari. Infaticabile, ha lavorato fino agli ultimi giorni, dedicandosi all'azienda, alle collezioni, ai diversi e sempre nuovi progetti in essere e in divenire".

Armani, nato a Piacenza, primo di tre figli, si era trasferito a Milano con la famiglia mentre frequentava il liceo. Aveva interrotto dopo tre anni gli studi di medicina per la chiamata al servizio militare. Al termine della leva trova lavoro come commesso per la Rinascente, e viene assunto nel 1965 dallo stilista Nino Cerruti per ridisegnare la moda del marchio Hitman. Nel 1974 nasce la linea Armani by Sicons, che lo porta alla creazione di un marchio personale.
La sua prima collezione risale al 1975, anno in cui fonda l’azienda che porta il suo nome con il compagno di vita, Sergio Galeotti, e la sua carriera decolla definitivamente: sigla accordi con aziende come Zegna e Safilo, lancia linee di profumi e marchi come Emporio Armani e Armani Jeans. Crea una catena di boutique mondiale.
Soprattutto però, diventa un’icona di stile: i suoi abiti hanno un taglio e una classe inconfondibili e irripetibili. La sua biografia, Essere Armani, viene tradotta in dieci lingue.

“Negli anni – si legge nel comunicato del gruppo – Giorgio Armani ha creato una visione che dalla moda si è estesa a ogni aspetto del vivere, anticipando i tempi con straordinaria lucidità e concretezza. Lo ha guidato un'inesauribile curiosità, l'attenzione per il presente e le persone. In questo percorso ha creato un dialogo aperto con il pubblico, diventando una figura amata e rispettata per la capacità di comunicare con tutti".
Armani è stato anche molto impegnato sul sociale, con i suoi interventi contro le discriminazioni nella moda, nell'arte e nello sport, sulla salvaguardia dell’ambiente e del mondo animale.
Intenso anche il suo impegno nello sport: aveva disegnato la divisa sociale del Piacenza, del Chelsea e della Nazionale di calcio inglese; è stato più volte fu sponsor ufficiale della nazionale italiana ai Giochi olimpici, e il suo gruppo è sponsor e proprietario dell’Olimpia Milano, squadra di basket plurititolata di cui non si perdeva una partita in prima fila al Forum di Assago, salutato sempre con affetto da pubblico, giocatori e staff.

Un mondo complesso quello costruito da Armani, che, assicurano familiari e staff, non finirà con la sua scomparsa: "Oggi, con profonda commozione – hanno ribadito – sentiamo il vuoto che lascia chi questa famiglia l'ha fondata e fatta crescere con visione, passione e dedizione. Ma è proprio nel suo spirito che insieme, noi dipendenti e i familiari che sempre hanno lavorato al fianco del signor Armani, ci impegniamo a proteggere ciò che ha costruito e a portare avanti la sua azienda nella sua memoria, con rispetto, responsabilità e amore."
Alessandro Martegani