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Nel giro di cinque anni i minori segnalati per porto di armi improprie in Italia sono più che raddoppiati. Il fenomeno era stato posto in primo piano, oltre che dalle cronache quotidiane, anche dalla stessa premier Giorgia Meloni nella conferenza stampa di fine anno, e anche i dati di una ricerca di Save the Children, realizzata in collaborazione con il governo italiano, confermano l’aumento di casi di minori in possesso di armi improprie, dai coltelli fino agli storditori elettrici: nel 2019 erano stati 778 i casi segnalati, ma il numero è salito a 1.949 lo scorso anno.
Sulla penisola il numero di minori entrati in contatto con il sistema giudiziario perché sospettati o autori di reati, rimane uno dei più bassi tra i Paesi europei, ma preoccupa l’aumento dei casi di minori in possesso di armi.
Anche per questo il governo italiano ha deciso di varare un nuovo decreto sicurezza che arriverà a breve sul tavolo del Consiglio dei ministri, e che comprende alcune norme già viste e inasprimenti di pene.
Riguardo l’uso di armi da taglio da parte delle baby gang, si prevede un inasprimento delle pene con un’aggravante se il reato viene commesso in prossimità di scuole, in luoghi di aggregazione giovanile, fermate di mezzi pubblici e parchi. Si vieta la vendita di coltelli ai minori e s’impone l’obbligo per i commercianti di tenere un registro delle vendite di coltelli, norma che però appare difficilmente applicabile.
Il nuovo pacchetto sicurezza prevederà anche una maggiore collaborazione fra le questure e i sistemi di sorveglianza, l’accesso diretto degli organi di polizia alle banche dati passeggeri detenute dai gestori ferroviari e uno stanziamento di 50 milioni di euro per la vigilanza armata all’interno delle stazioni ferroviarie.
Riguardo agli stadi ci sarebbe il via libera a sistemi di riconoscimento biometrico a posteriori sulle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza per identificare chi viola i divieti di accesso alle manifestazioni sportive, norma che però crea molti problemi sul piano della privacy.
Si prevederebbe poi un nuovo illecito penale, punito con la reclusione da 6 mesi a 5 anni, per chi non si ferma ai posti di blocco.
Il testo ripropone anche le cosiddette “zone rosse”, aree cittadine nelle quali viene istituito il divieto di stazionamento per chi assuma comportamenti aggressivi, minacciosi o molesti, o sia già stato segnalato all’autorità giudiziaria, ma si tratta di una norma che potrebbe essere riconosciuta incostituzionale, perché espande eccessivamente il potere di ordinanza.
Non manca una parte riservata al tema immigrazione, con un’accelerazione delle procedure di rimpatrio per i migranti irregolari con precedenti penali e un inasprimento delle sanzioni per i trafficanti e i facilitatori di immigrazione clandestina.

Alessandro Martegani