
A meno di 48 ore dall’intervento di Donald Trump a Davos, e dalle fibrillazioni finanziarie, ma soprattutto politiche, fra gli Stati Uniti e gli storici, e ormai quasi ex alleati europei, l’incontro fra la premier Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco Friedrich Merz rappresenta un momento di riflessione comune fra due Paesi, Italia e Germania, che più di altri hanno sostenuto una linea morbida nei rapporti con il numero uno della Casa Bianca, più tendente al dialogo che alle reazioni intransigenti sostenute ad esempio da Emmanuel Macron.
Una linea che è stata confermata anche nell’incontro di Villa Doria Pamphili, accanto a una cooperazione fra i due Paesi che, hanno ribadito i due capi di governo, sarà al centro di un piano d’azione per “approfondire il nostro partenariato elevando la nostra cooperazione bilaterale a un livello senza precedenti, con l'obiettivo di promuovere la pace, la sicurezza, la coesione sociale e la prosperità dei nostri cittadini”. La “profonda interconnessione” fra le due economie, hanno aggiunto, è un “fondamento per la competitività e la resilienza della base industriale dell'Unione Europea”.
Fra i temi affrontati nell’incontro, c’è un piano per rilanciare l’economia europea, che metta in pratica i suggerimenti contenuti nelle relazioni di Mario Draghi ed Enrico Letta su competitività e mercato unico, invertendo la tendenza che ha visto gli Stati Uniti crescere più del Vecchio Continente negli ultimi decenni, a partire da riforme strutturali non più rinviabili, come la lotta alla burocrazia, un sistema di regole commerciali unico e semplificato per le piccole e medie imprese e nuovi investimenti.
Non poteva mancare un documento (sui tre siglati dai due capi di governo) sulla difesa e sulle relazioni internazionali. I due Paesi hanno concordato sulla necessità di “coordinare una risposta congiunta alle minacce alla sicurezza euro-atlantica” e di “rafforzare il pilastro europeo della Nato per rafforzare ulteriormente la posizione di deterrenza e difesa”, così come sull’impegno a “rafforzare la deterrenza e la difesa della Nato e a promuovere la prontezza difensiva dell'Ue”.
Meloni, che ha anche avuto un colloquio telefonico diretto con Donald Trump dopo Davos, ha confermato la linea del dialogo, ma anche di rafforzamento della sicurezza e soprattutto ha invitato l’Europa a prendere in mano il proprio destino. “Io e il cancelliere Merz – ha detto - condividiamo un elemento fondamentale, e cioè che il dibattito principale in Europa non debba essere su che cosa ci aspettiamo che facciano gli altri nei nostri confronti: il nostro principale dibattito deve essere su che cosa noi possiamo fare per noi stessi”. In questo senso va anche l’intesa per la collaborazione fra le società di produzione bellica italiana Leonardo e la tedesca Rheinmetall, per produrre nuovi mezzi militari e creare sistemi di difesa più moderni ed efficienti.
I documenti saranno presentati ai leader europei durante il summit speciale del 12 febbraio per far entrare le proposte nell’agenda della Commissione europea.
Alessandro Martegani