
Il centro sociale Askatasuna di Torino è stato sequestrato e sgomberato dalle forze dell'ordine in seguito alle indagini per gli assalti alla sede del quotidiano La Stampa.
Dopo l'operazione il ministro dell'Interno italiano, Matteo Piantedosi, ha commentato sui social con le parole: "Dallo Stato un segnale chiaro, non ci deve essere spazio per la violenza nel nostro Paese".
Nell'edificio sono stati trovati all'alba sei attivisti, al terzo piano. Presenza in una parte inagibile del palazzo, che ha fatto saltare il patto del Comune con un comitato di garanti per un progetto sui beni comuni.
Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, ha spiegato che la Prefettura ha comunicato l'accertamento della violazione delle prescrizioni relative all'interdizione all'accesso ai locali di corso Regina Margherita 47. "Tale situazione - prosegue il primo cittadino - configura un mancato rispetto delle condizioni del patto di collaborazione che pertanto è cessato, come comunicato ai proponenti".
Davanti al centro sociale, intanto, si sono radunati attivisti e simpatizzanti, tenuti a distanza dalle forze dell'ordine, mentre sui social descrivono l'"ingente dispiegamento di mezzi di polizia, camionette e idranti a bloccare le vie limitrofe".
La polizia municipale ha chiuso il tratto del corso davanti alla palazzina. Anche il percorso di una linea di tram in quel tratto è stato interrotto.
Nel corso della mattinata non si sono registrati momenti di tensione, come confermato dalla Questura. Proteste invece sono arrivate da parte di genitori dei bambini che frequentano il nido Giardino delle Fiabe, la scuola materna Rodari e la scuola elementare Fontana, chiuse per motivi di ordine pubblico. Uno dei genitori ha raccontato che "circa 500 bambini sono rimasti fuori", e molti altri hanno chiesto spiegazioni arrivando sul posto.
Davide Fifaco