
Il vicesegretario della Lega, Roberto Vannacci, ha stilato una lista di casi in cui avrebbe "agito differentemente" rispetto alla premier Giorgia Meloni, pur ammettendo che "è facile parlare quando non si porta il fardello del comando".
L'ex generale spiega: "Per esempio: sarei stato molto più assertivo sulla sicurezza adottando una policy di tolleranza zero; avrei sgomberato molte più case e stabili occupati; non avrei mai approvato un decreto flussi da mezzo milione di stranieri; avrei forzato la mano sui rimpatri e sulla realizzazione di Cpr; avrei smesso di rifornire in armi e in fondi l'Ucraina e avrei cercato di mantenere aperto un canale di comunicazione con la Russia. In Europa mi sarei schierato contro il Rearm Europe, avrei fatto l'impossibile per eliminare tutti i provvedimenti del Green Deal e non avrei dato il via libera al Mercosur. Infine, non avrei mai accettato il femminicidio perché, se la legge è uguale per tutti, un reato non può essere più o meno grave in base al sesso, al colore della pelle o all'orientamento sessuale di chi lo commette o di chi lo subisce".
Un elenco lungo e politicamente significativo, quello di Vannacci, considerato che tecnicamente è un alleato di Meloni. La premier in precedenza l'aveva criticato sul "no" agli aiuti militari a Kiev: "Mi stupisce" che questa riflessione "arrivi da un generale. I soldati - aveva detto Meloni - sono i primi che capiscono quanto le forze armate siano utili per costruire la pace e non semplicemente per fare la guerra".
Anche i rapporti con la Lega sembrano essere sempre meno solidi, tanto che sull'ipotesi di un suo eventuale partito personale il vice di Salvini risponde: "Mai dire mai nelle vita!" ed alla richiesta se voglia diventare segretario federale del partito replica: "No. Io sono europarlamentare e cerco di fare al meglio questo lavoro. Lo stesso dicasi per il mio incarico di vicesegretario. Se poi qualcuno vorrà premiare questo impegno io non mi sono mai tirato indietro di fronte a nuove responsabilità e a nuove sfide".
Intanto nelle scorse un centinaio di persone ha manifestato fuori dal teatro Comunale di Ventimiglia per protestare contro la presenza dell'europarlamentare di Vannacci. Tra il teatro ed i manifestanti la polizia ed i carabinieri hanno fatto cordone per evitare che possano entrare in contatto con l'esponente politico.
Tra gli striscioni 'Siamo la lotta contro il fascismo, ora e sempre resistenti' e 'I confini uccidono', in risposta alle recenti parole dell'ex generale che aveva affermato che è in corso un'invasione di massa, che va mandato via chi non ha diritto di rimanere e che immigrazione equivale a criminalità.
Davide Fifaco