
Non solo la guerra provoca vittime immediate e spesso innocenti: il suo impatto colpisce con particolare durezza chi vive già in condizioni di fragilità. A Gaza, le persone con disabilità si trovano infatti in una situazione di estrema vulnerabilità, con l'angosciosa prospettiva di essere tra le prime vittime a causa delle scarse possibilità di fuga o di partecipazione alle evacuazioni. Lo denuncia il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, sottolineando come il conflitto non si limiti a seminare morte, ma generi anche sofferenze durature. In quasi due anni dall'inizio della guerra, circa 40.500 bambini hanno riportato ferite legate al conflitto e oltre la metà di loro ha sviluppato una disabilità permanente.
La distruzione diffusa di abitazioni e infrastrutture civili, le macerie e il collasso delle reti di comunicazione hanno reso impossibile l'evacuazione per i palestinesi con disabilità. In particolare, i bambini sono esposti a un rischio maggiore di separazione dalle famiglie e la loro sofferenza è definita "insopportabile" dal Comitato. Grave anche la mancanza di dispositivi di mobilità. Già prima del 7 ottobre 2023, il 21% delle famiglie di Gaza dichiarava di avere almeno un membro con disabilità e il database ufficiale dell'Ufficio centrale di statistica palestinese contava 58.000 persone con disabilità. Dal 7 ottobre, oltre 157.000 persone hanno subito amputazioni, tra cui 21.000 bambini. Il Comitato si dice allarmato per gli effetti sproporzionati della guerra sulle persone con disabilità, dovuti alla distruzione degli ospedali, all'interruzione dei servizi essenziali e all'accesso estremamente limitato - o inesistente - all'assistenza umanitaria. Secondo le Nazioni Unite, l'83% delle persone con disabilità ha perso i propri ausili, senza possibilità di sostituzione. Inoltre, Israele vieta l'ingresso a Gaza di sedie a rotelle, deambulatori, bastoni, tutori e protesi, classificandoli come "beni a duplice uso".
L'assedio della Striscia ha innescato anche una grave crisi alimentare, che colpisce duramente le persone con disabilità: molte di loro non riescono a raggiungere i punti di distribuzione del cibo a causa delle barriere fisiche o dell'assenza di strumenti di supporto, dipendendo così totalmente dall'aiuto degli altri.
Secondo il ministero della Sanità di Gaza, finora gli attacchi israeliani hanno causato almeno 63.000 morti e oltre 157.000 feriti, in gran parte donne e bambini. Sul piano internazionale, il premier spagnolo Pedro Sanchez ha definito la risposta europea un "fallimento", mentre Israele continua a intensificare l'offensiva militare con conseguenze devastanti per i civili.
Corrado Cimador