
Il trattato New START è stato firmato nel 2010 dagli allora presidenti statunitense e russo, Barack Obama e Dmitry Medvedev. È entrato in vigore un anno dopo e, tra le altre cose, limita il numero di testate nucleari strategiche per entrambi i paesi a 1.550. Il capo dello Stato russo, Vladimir Putin, durante una videochiamata con l'omologo cinese, Xi Jinping, ha intanto dichiarato di voler "agire responsabilmente" e in "modo ponderato" anche dopo la scadenza del trattato. "Mosca resta aperta a trovare modalità di dialogo e a garantire la stabilità strategica", ha aggiunto.
Già a settembre dell'anno scorso Putin ha proposto un'estensione informale dei limiti di un anno, gli Stati Uniti però non hanno ancora dato alcuna risposta formale. Il presidente Usa, Donald Trump, ha descritto la proposta del leader del Cremlino come una "buona idea", ciononostante vorrebbe sostituire il New START con un nuovo accordo, ma gli esperti avvertono: si tratterebbe di un processo lungo e complicato.
L'abrogazione dei limiti attuali però potrebbe aumentare il rischio di una nuova corsa agli armamenti. Papa Leone XIV ha quindi esortato i leader di Stati Uniti e Russia a prorogare il trattato. "Vi esorto a non abbandonare questo strumento senza assicurarne la concreta ed efficace continuazione", ha detto il Pontefice, aggiungendo che "la situazione attuale ci impone di fare tutto il possibile per impedire una nuova corsa agli armamenti che metterebbe ulteriormente in pericolo la pace tra le nazioni".