
L'infezione da papillomavirus umano, la cui sigla medica è HPV, può causare condilomi, più comunemente noti come verruche genitali, e tumori, soprattutto al collo dell'utero. Il vaccino è l'unico metodo efficace per prevenire queste complicanze, con una protezione di oltre il 90%, perché riduce le lesioni precancerose e i tumori correlati al virus, anche se non cura un'infezione già presente. Come ha detto la direttrice Eva Vodnik, la vaccinazione contro l'HPV previene anche la formazione di cellule che si formano sulla cervice e possono trasformarsi in cancro.
La maggior parte delle infezioni da HPV si risolve infatti spontaneamente, grazie all'eliminazione del virus da parte del sistema immunitario. In alcuni casi più rari, tuttavia, l'infezione può portare allo sviluppo di un cancro ed è considerato responsabile della quasi totalità dei tumori della cervice uterina, e di una quota in crescita di altri tumori più rari, per esempio all'ano, alla vagina e al tratto oro-faringeo.
Con i vaccini si possono infatti prevenire le infezioni, e sono raccomandati a partire dal compimento dei 15 anni a maschi e femmine, perché anche i maschi possono sviluppare alcuni tipi di cancro associati a questa infezione. Inoltre, vaccinando ragazzi di entrambi i sessi, si limita ulteriormente la circolazione virale. La vaccinazione è gratuita, avviene per via intramuscolare e consiste in tre richiami, e come ha detto Janja Schweiger Nemanič, responsabile dell'assistenza sanitaria per bambini in età prescolare e scolare, "il cancro non sceglie, ma noi possiamo scegliere la vaccinazione, un bene pubblico che non è disponibile per tutti i bambini del mondo".
Valerio Fabbri
