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L'attuale conflitto che vede contrapposti l'Iran, gli Stati Uniti e Israele sta esercitando pressioni sui mercati energetici globali; tuttavia, la Slovenia conferma la propria resilienza grazie a riserve strategiche sature e a una gestione pianificata degli approvvigionamenti. Il Ministro dell'Economia Matjaž Han ha rassicurato la cittadinanza dichiarando che, nonostante la situazione, non si prevedono interruzioni nelle consegne di carburante; in ogni caso, lo Stato dispone di circa 700 milioni di litri di derivati petroliferi, una scorta sufficiente a garantire l'autonomia nazionale per 103 giorni. Tali riserve verrebbero attivate esclusivamente in presenza di mancanze oggettive nella catena di distribuzione e non per semplici fluttuazioni speculative. Sul fronte dei prezzi, il Ministro dell’Ambiente del Clima e dell’Energia Bojan Kumer ha anticipato che l'esecutivo è pronto a intervenire per neutralizzare i lievi rincari attesi per martedì, tutelando così i cittadini.

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La situazione appare stabile anche per il gas naturale, con forniture già assicurate per tutto l'anno e una rete di approvvigionamento diversificata che include Algeria e Azerbaigian. Nonostante gli effetti negativi della guerra si riflettano già sui costi dei combustibili fossili in Europa, la Slovenia si muove in sinergia con i partner UE, puntando con decisione sulla transizione energetica e sulle fonti rinnovabili — come il fotovoltaico e la biomassa — quali unici strumenti in grado di garantire una reale autosufficienza e robustezza economica a lungo termine.

Alessia Mitar