
Quasi un anno, denso di eventi, confronti culturali, opere che hanno cambiato il volto di alcune aree delle due Gorizie, ma la magia di GO!2025 non finisce qui.
In vista della cerimonia di chiusura della Capitale europea della cultura in programma venerdì prossimo (con il passaggio di consegne ufficiale alle Capitali del 2026, Oulu in Finlandia e Trenčín in Slovacchia), gli organizzatori dell’evento, che ha posto in primo piano in Europa l’area dell’Isontino, si sono ritrovati a Nova Gorica, per fare il punto di un anno di attività, ma soprattutto per capire cosa succederà dopo, e le prospettive, sia pur basate su dati ancora parziali, sembrano positive.
Già adesso abbiamo una visione di questa area e di noi completamente diversa. La collaborazione transfrontaliera non è stata una cosa facile, ci sono state differenze nel percepire questa regione e l’area transfrontaliera, ma abbiamo superato tutto con il dialogo".
Che le due Gorizie continuino a collaborare in campo culturale, e ad essere un punto di riferimento in Europa, è stato auspicato anche dalla segretaria di Stato Vesna Humar, che, parlando in italiano e sloveno, ha sottolineato come questa esperienza sia stato il più alto esempio di comprensione fra le due culture. “Io non sono fra quelli che gridano vittoria troppo presto – ha detto –, bisogna attendere qualche mese per avere un’analisi seria basata su numeri e fatti per vedere quali sono i risultati, ma già adesso abbiamo una visione di questa area e di noi completamente diversa. La collaborazione transfrontaliera non è stata una cosa facile, ci sono state differenze nel percepire questa regione e l’area transfrontaliera, ma abbiamo superato tutto con il dialogo”.
Humar, citando “l’anno che verrà” di Lucio Dalla, ha invitato tutti a prepararsi per una nuova stagione densa di eventi.

I dati sembrano per ora dare ragione a chi ha voluto la Capitale della cultura a Nova Gorica e a Gorizia: oltre all’aumento delle presenze, sono aumentate le strutture ricettive, come B&B e case vacanza, ma c’è stato anche un aumento del valore delle case, con una crescita del 10 per cento, un dato in controtendenza con i comuni vicini.
“L'analisi che abbiamo fatto all'Università di Udine utilizzando i dati della telefonia cellulare, delle strisciate delle carte di credito e del sentiment delle persone – spiega il professor Salvatore Amaduzzi dell’Università di Udine – indica, in termini di presenze, un incremento significativo. Nei primi quattro mesi 60.000 persone in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso hanno visitato Gorizia. C’è stato anche un incremento significativo dei pernottamenti, in particolare degli stranieri, e, dal punto di vista dell’impatto economico, un incremento importante sia per quanto riguarda il cibo sia l'alloggio. Il sentiment, che di solito in questo tipo di eventi tende a decrescere (più presenze significa più difficoltà nel fissare gli appuntamenti o prenotare i ristoranti), è invece cresciuto. Quindi la città di Gorizia e i servizi erogati sono piaciuti”.

“Più persone – spiega – hanno visto la città, hanno avuto un impatto positivo, il passaparola aiuterà le attività che, immagino, si continueranno a fare in termini di comunicazione e di marketing da parte dei due comuni. Sicuramente si prevede per i prossimi anni un significativo incremento delle presenze”.
“Dall'analisi che abbiamo fatto, sulla frequenza e il numero di eventi che ci sono stati, che di solito portano a un andamento in controtendenza, a una diminuzione delle presenze, rivelano invece un significativo incremento in corrispondenza dei vari eventi, per cui, secondo me, questa quantità di eventi ha indotto le persone a venire in questa zona”. Secondo i dati dell'ateneo friulano, nel periodo fra febbraio e maggio 2025, le presenze hanno registrato aumenti significativi da Austria (+54 per cento), Paesi Bassi (+40) e Francia (+36), un trend confermato dai pernottamenti Istat, che segnalano aumenti del 67 per cento per gli stranieri e del 13 per i turisti italiani.
I dati sono assolutamente interessanti: in undici mesi abbiamo raggiunto quasi tre milioni di visualizzazioni, con un tempo di permanenza media di quasi due minuti, e ci auguriamo possa essere l'inizio di un ecosistema che possa promuovere questa destinazione senza confini anche in futuro".
Il problema ora è quello di consolidare la rete messa in campo nel corso dell’anno, per consentire agli operatori culturali e turistici di continuare a organizzare eventi e reggere i flussi. Per questo rimarrà a disposizione la piattaforma Go!2025 / Borderless Wireless, come conferma il project manager Giulio Selvazzo. “La piattaforma – spiega – è uno degli elementi del programma ufficiale e sostanzialmente ha avuto l'obiettivo di diventare il punto di riferimento digitale per l'ecosistema della Capitale europea della cultura. È un portale in tre lingue, che consente la promozione del programma ufficiale, dei programmi laterali e anche dei singoli eventi, e consente anche una partecipazione da parte del territorio dei residenti nella borderless area”.

“Coerentemente con il tema GO! borderless, non facciamo differenze di alcun tipo, ma anzi stiamo sostenendo, e l'Osservatorio lo sta notando, la capacità di poter promuovere l'offerta culturale ma anche l'offerta turistica e coinvolgere il territorio, anche attraverso la possibilità di proporre gratuitamente i propri eventi e promuoverli”.
“I dati – conclude – sono assolutamente interessanti, basti pensare che in undici mesi abbiamo raggiunto quasi tre milioni di visualizzazioni, con un tempo di permanenza media di quasi due minuti, che è un tempo molto importante per uno strumento digitale di questo tipo, e che quindi ci auguriamo possa essere l'inizio di un ecosistema che possa promuovere questa destinazione senza confini anche in futuro”.
Alessandro Martegani